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Questa notizia avrebbe dell’incredibile se non fossimo tristemente abituati agli scempi delle Nazioni Unite. Il 9 giugno di quest’anno già avevamo scritto riguardo alla decisione dell’Onu di eliminare l’Arabia Saudita dalla ‘lista nera’ dei Paesi che compiono crimini di guerra contro i bambini. Fatto conclamato che già basterebbe a capire come le monarchie del Golfo possano agire indisturbate grazie all’influenza concessa loro dai petrodollari. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno bombardato incessantemente la Siria e l’Iraq uccidendo centinaia e centinaia di civili; i loro alleati sauditi invece, nell’assoluto silenzio internazionale, bombardano indisturbati in Yemen scuole, ospedali, senza tralasciare neppure i siti religiosi. Nonostante la realtà dei fatti, se pur qui semplificata, sia questa, più di 80 organizzazioni non governative hanno improvvisamente deciso che sia il caso di espellere la Russia dal Consiglio per i Diritti Umani, perché troppo coinvolta nei crimini protratti contro la popolazione siriana. Eppure, sono disponibili video che dimostrano la popolazione siriana ringraziare per il supporto ricevuto dalla Russia di Vladimir Putin.

Una manifestazione in Siria a favore dell’intervento russo

Non sono invece disponibili filmati dove vengono presentate immagini che raffigurano il popolo festante per i bombardamenti americani; questo perché certi filmati non esistono. Per amor di verità bisogna ricordare che certo anche i russi hanno spesso ucciso civili durante i loro bombardamenti. La differenza sta nel fatto che, a differenza degli occidentali, i siriani sanno benissimo che gli americani supportano lo Stato Islamico, mentre i russi sono gli unici a combatterlo veramente. Nonostante questa sia la cornice intorno al quadro siriano, la mozione che vuole la Russia fuori dal Consiglio è stata presentata ad inizio settimana. Ottimo tempismo. Non solo per il servizio di propaganda a favore dell’America da parte delle Nazioni Unite – utile, considerando che il cittadino medio si allontana, ideologicamente, sempre più dagli Stati Uniti prediligendo invece l’attitudine russa – ma anche perché questo venerdì l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si incontrerà a New York per designare quelli che saranno i futuri 14 membri del Consiglio. Per quanto riguarda l’est Europa – e qui si intendono Russia, Ungheria e Croazia – tutti gli stati dell’area dovranno concorrere per soli due posti. Se la Russia verrà ufficialmente messa fuori dai giochi, le due ‘slot’ libere verranno contese da Ungheria e Croazia. Gli altri contendenti dei 14 posti disponibili sono Arabia Saudita, Cina, Iraq, Brasile, Cuba, Egitto e Sud Africa.

Non per fare i moralisti, né farci gli affari interni dell’Arabia Saudita. Però riferiamo: un’esecuzione ordinaria nel regno dei petro-dollari

A gridare allo scandalo, se si può definire con un termine così leggero una decisione disumana come quella presa dalle ONG, per una volta è un inglese. Più precisamente l’ex Ambasciatore britannico in Siria Peter Ford, che con un realismo e una concretezza inusuali per la nostra epoca ha espresso il suo disappunto per l’attitudine di quelle che dovrebbero essere “organizzazioni di tutto rispetto” e che invece si sono tramutate in “sterili strumenti di propaganda”. Non appena appresa la notizia della possibilità che la Russia venga effettivamente cacciata dal Consiglio per i Diritti Umani, Ford ha commentato così:

“E’ una vergogna che vengano continuamente adottati due pesi e due misure. Bisogna tenere in considerazione che la coalizione occidentale sta portando avanti, a Mosul, un’operazione molto simile a quella russa ad Aleppo. Però, quando si parla delle forze occidentali, si riceve sempre una risposta come: ‘Le vittime sono inevitabili in queste operazioni.’ Nel caso di Aleppo invece, il governo russo e quello siriano vengono messi alla gogna”.

L’ex Ambasciatore in Siria, ai microfoni di Russia Today, ha poi inferto la stoccata finale:

“Queste organizzazioni non hanno nulla a che fare con la difesa dei Diritti Umani, semplicemente usano questi come maschera per fare affari con i governi. Ormai il doppio standard di valutazione è diventato una regola della diplomazia internazionale. Gli Stati Uniti hanno distrutto Iraq, Libia e Afghanistan (…) ma queste ONG non mi sembra abbiano mai espresso la loro opinione, o il loro sdegno, al riguardo. La verità è che non sono difensori dei diritti umani, sono invece i traditori di quest’ultimi”.