Tra i tanti attacchi che hanno funestato questa estate 2016, quello di Monaco di Baviera appare come il più anomalo e soprattutto il più difficile da codificare; a distanza di molte ore si è conosciuta l’identità dell’attentatore, un tedesco di origine iraniana di 18 anni, non un mini plotone di esecuzione come si era pensato all’inizio, che ha scoperto un dolente nervo riguardo all’impreparazione delle grandi città europee di fronte a minacce di terrore, qualunque esse siano. Un ragazzino tedesco è riuscito a paralizzare la grande Germania.

L’unica cosa certa, ufficializzata dalla Polizia tedesca due ore dopo la sparatoria, è che l’azione del venerdì pomeriggio è di stampo terroristico ed ha causato almeno 9 vittime tra passanti ed acquirenti la cui colpa è stata unicamente quella di ritrovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato; per il resto, non si scarta alcuna ipotesi: dal terrorismo islamico (fomentato dagli attacchi di Nizza) a quello di estrema destra (aizzato, secondo chi sostiene questo filone di indagini, dal quinto anniversario della strage di Utoya compiuta da un estremista norvegese il 22 luglio 2011), così come non si scarta al momento nemmeno l’idea che ad agire sia stato un personaggio con gravi squilibri psichici.

Tutto questo comunque, è bastato per far piombare una città come Monaco di Baviera nell’oblio più totale e per cadere il capoluogo bavarese nello stesso oblio del 1972; lo spettro di quanto è accaduto in quell’anno è riapparso dopo più di 40 anni in cui la seconda città tedesca, non senza difficoltà, è riuscita ad affrancarsi da uno degli episodi più cruenti occorsi in Germania dal dopoguerra ad oggi.

Anche in quel 1972 era estate, anche se il periodo corrispondeva agli inizi di settembre; a Monaco di Baviera erano in corso le Olimpiadi, ma i giochi e le competizioni hanno dovuto loro malgrado lasciare spazio all’attentato terroristico compiuto presso il villaggio Olimpico, in cui un commando palestinese ha compiuto un assalto nella palazzina dove alloggiavano gli atleti israeliani: alla fine di quel 6 settembre, si sono contati 17 morti, 11 dei quali atleti dello stato ebraico, Monaco di Baviera da quel momento in poi è diventata la città delle Olimpiadi del terrore, un fardello troppo pesante che non ha mai lasciato l’animo di una città costretta a vivere da quel momento in poi con quello spiacevole ricordo.

Oggi quell’episodio tragico, è venuto nuovamente a galla: il centro commerciale colpito dal o dai terroristi, si chiama ‘Olimpia’ ed è stato costruito nel 1972 proprio in occasione delle Olimpiadi ed inoltre il luogo in cui si è verificata la tragedia di poche ore fa, è lontano appena due fermate di metropolitana dall’Olympia Stadion e dal Villaggio Olimpico che da quel momento è emblema di quella frattura che ha attraversato la coscienza di un’intera città in tutti questi anni. Monaco di Baviera, è ripiombata quindi nel terrore e torna a fare i conti con attentati ed azioni di forza; non solo gli spari al centro commerciale, ma anche una situazione di vero e proprio coprifuoco, con un venerdì sera improvvisamente trasformatosi in un incubo grazie ad un contesto fatto di strade deserte, ristoranti vuoti oppure affollati di gente in cerca di riparo dalle pallottole, così come anche di mezzi pubblici fermi e proprio in un orario di punta.

Una Monaco di Baviera sconvolta e militarizzata, con cittadini paralizzati dalla paura; un clima già visto a Parigi, a Nizza ed in altre località dove il terrorismo ha colpito in questi ultimi mesi. Chi è l’attentatore od il commando che ha realizzato il massacro e chi ha armato le mani di chi ha causato dolore e morte nel cuore della Baviera, ancora non è dato saperlo; in alcuni video, viene ripresa una persona con arma in pugno urlare con accento tedesco anzi, per chi è maggiormente informato sulla lingua tedesca, a quanto pare con accento locale bavarese: in queste urla, ci sarebbero ingiurie e frasi che esprimono le intenzioni sanguinarie del soggetto, mentre un cittadino posto nelle vicinanze della zona dell’accaduto si sarebbe rivolto all’uomo apostrofandolo come turco. In un altro video, si nota un uomo fuori da un fast food che spara all’impazzata sulla folla, mentre una testimone di fede musulmana avrebbe giurato alla CNN di aver nitidamente sentire urla ‘Allah Akbar’ prima di vedere l’attentatore accanirsi sulla folla.

Supposizioni e tante testimonianze, ma al momento la polizia tedesca appare brancolare in un alveo di preoccupante incertezza; gli inquirenti, hanno affermato dopo due ore dalla sparatoria, che si è davanti ad un attentato terroristico, ma si sono subito affrettati nel dire che non appare evidente alcun riferimento ad attacchi di matrice islamista, lasciando spazio ad ogni ipotesi.

Come detto, le anomalie dell’attentato di Monaco sono davvero tante ed al fine di ricostruire quanto accaduto nella seconda città tedesca; ma in ogni caso, il terrore in questa estate 2016 da incubo, ha toccato anche la Germania e dopo il ragazzo afgano che ha colpito con un’ascia alcuni passeggeri di un treno regionale, adesso i tedeschi devono fare i conti con sparatorie e città provvisoriamente militarizzate.

Ad aver vinto infatti nel pomeriggio di quel che doveva essere un normale venerdì estivo, è stato il terrore; gente che ha trovato rifugio nei ristoranti, che si è sentita per la prima volta vittima di un attentato, che ha scoperto che anche la Germania rischia di non essere così ‘protetta’ ed immune da attacchi come si è spesso pensato, adesso è destinata anch’essa a fare i conti con uno scenario molto simile a quello vissuto in altre capitali d’Europa e del medio oriente.

Dopo 44 anni, Monaco di Baviera è piombata nuovamente nell’incubo terroristico; lo spettro di quelle Olimpiadi e di quella strage del 1972, ha fatto rivivere analoghe esperienze che confermano come lo spettro terroristico sia oramai forte ed imperante in tutto il vecchio continente