Traduzione a cura di Giovanni Giacalone

Le autorità ucraine hanno pubblicamente ripudiato la propria storia. Il giorno della Vittoria contro i nazisti nella Seconda Guerra Mondiale, nota come la Grande e Patriotica Guerra e celebrata per sette decadi sia dal popolo ucraino che dalle altre repubbliche dell’ex Urss, per il nuovo governo di Kiev non significa più nulla, così come non significano più nulla i milioni di vittime, di prigionieri morti nei campi di concentramento, i soldati uccisi in battaglia. Infischiandosene altamente delle migliaia di veterani che hanno versato sangue per sconfiggere il nazismo, l’attuale esecutivo ucraino ha deciso di chiudere gli occhi davanti alla verità storica. D’ ora in poi il Giorno della Vittoria, modestamente festeggiato, ha un altro nome sostitutivo: “il Giorno della Memoria e della Riconciliazione”, mentre le autorità di Kiev attendono istruzioni dall’ “estero” per quanto riguarda cosa ricordare e con chi riconciliarsi, visto che il termine “riconciliazione” suona ora piuttosto ambiguo, specialmente per quanto riguarda i recenti avvenimenti nel sud-est dell’Ucraina.

Alle nuove generazioni verrà insegnata una “nuova versione storica” a partire da questo 70° anniversario, visto che il nuovo Ministero dell’Istruzione (Nezalezhnaja) ha istituito una revisione per quanto riguarda le modalità di insegnamento di quella che è sempre stata conosciuta come Grande Guerra Patriotica, (copie del documento sono disponibili sul sito politnavigator.net) rinominata, secondo i canoni dell’ “historically correct”, “Seconda Guerra Mondiale”. Non ci sono più riferimenti al ruolo chiave dell’ex Urss nella sconfitta degli aggressori fascisti, non si parla più della partecipazione di massa degli ucraini nelle file dell’Armata Rossa e si cita invece un “esilio dei nazisti reso possibile dagli sforzi combinati di coalizioni anti-hitleriane e dei movimenti anti-nazisti”, senza i quali non vi sarebbe stata alcuna “vittoria generale”. Tutto questo non sorprende: una nuova festa per una nuova storia. E’ probabile che i musei ucraini dedicati alla Grande Guerra Patriotica ed altri elementi culturali e sociali subiranno modifiche sui nomi, ma ciò non significa che il popolo ucraino abbia la memoria corta; non a caso molti siti di aziende e attività ucraine hanno pubblicato banner per celebrare il Giorno della Vittoria, con il nome corretto e con quel nastro di San Giorgio che è improvvisamente diventato sgradevole alle autorità di Kiev. E’ evidente che i sanguinosi fatti di Maidan non sono riusciti a privare i cittadini ucraini della loro memoria e del rispetto che nutrono per la generazione degli anziani e veterani.

Fonte: Kavkazpress.ru

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