Espulso Alban Elezi, estradato dall’Albania in Italia all’inizio di giugno con l’accusa di reclutamento. L’uomo è stato scarcerato dal Tribunale del Riesame in quanto mancherebbero prove sui suoi rapporti con la Siria. Alban è immediatamente stato imbarcato su un volo per Tirana in quanto considerato “soggetto socialmente pericoloso”. Un elemento che salta subito all’occhio è come a inizio giugno l’estradizione di Alban Elezi non aveva praticamente trovato spazio sui giornali italiani, al contrario di quelli albanesi, che fornivano anche il documento del Ministero degli Affari Interni del Paese delle Aquile. 1

notifica estradizione polizia albanese

 A fine marzo 2013, l’operazione “Balkan connection”, coordinata dal servizio centrale antiterrorismo della direzione centrale della Polizia di Prevenzione e condotta dalla Digos di Brescia con il concorso delle questure di Torino, Como e Massa Carrara e della polizia albanese, aveva portato all’arresto di due cittadini albanesi: Idris Elvis Elezi, 20 anni, residente in provincia di Torino e suo zio, Alban Haki Elezi, 38 anni, residente a Kavaja, in Albania. I due erano stati indagati per propaganda e reclutamento con finalità di terrorismo.

Alban e Elvis erano in contatto, telefonico e via Facebook, con Anas El Abboubi, marocchino residente a Vobarno (Brescia) e inserito nella lista dei foreign fighters italiani. El Abboubi era stato arrestato e successivamente scarcerato dal Tribunale del Riesame di Brescia; poco dopo il ragazzo si era recato in Albania e da lì in Siria per unirsi ai jihadisti. Dopo la partenza di Anas El Abboubi per la Siria, i due albanesi avevano individuato un altro aspirante combattente da inviare nello Stato islamico. Si tratta di un giovanissimo tunisino residente in provincia di Como, ancora minorenne all’epoca dei primi approcci avvenuti sempre tramite internet, che, inizialmente titubante, era stato progressivamente convinto ad aderire al Califfato. Proprio per rinforzare i suoi propositi di combattente, Alban era appositamente venuto in Italia, ma senza successo visto che l’incontro non si era poi verificato. Alban Elezi è ben noto in Albania e fa parte dello stesso nucleo familiare di Balliu Idajet, morto in Siria nell’agosto 2014 mentre combatteva nelle file della sanguinaria brigata di Lavdrim Muhaxeri. Fonti investigative albanesi rendono noto come sia stato proprio Alban ad aver aiutato Idajet a raggiungere la Siria, nonché ad accompagnare all’aeroporto di Tirana anche i Fratelli Hasan e Servet Balliu, fermati però dalle autorità albanesi prima che potessero partire per raggiungere anche loro la Siria.

Elvis Idris Elezi era invece ben conosciuto sulla rete per la sua fervente propaganda filo-ISIS su Facebook. Mesi fa aveva impostato come sfondo e foto di profilo, delle immagini del terrorista saudita Ibn al-Khattab, che aveva guidato i terroristi ceceni tra il 1995 e il 2002, tanto che Elvis era arrivato al punto di attirare l’attenzione della Kavkazpress, sito vicino all’anti-terrorismo russo che si occupa del monitoraggio dell’estremismo islamico. Una propaganda fatta con modalità così spudorate da apparire quasi come un provocatore. 2 Anche Elvis Elezi era stato rilasciato lo scorso maggio dal Tribunale del Riesame, esattamente come nel caso dello zio Alban e di Anass El Abboubi. Casi da valutare con attenzione, visto e considerato che altri individui sono stati sottoposti a provvedimenti di espulsione dal territorio italiano per unica e presunta attività di propaganda, di intensità decisamente inferiore rispetto ai sopra citati.