Molti si saranno chiesti, ma che fine ha fatto Al-Qaeda? Al-Qaeda compare solo in video con il suo leader Ayman al-Zawahiri, l’11 settembre di ogni anno, per commemorare l’attacco terroristico alle torri gemelle di New York, ed esortare tutti i musulmani a combattere. La novità del nuovo messaggio di qualche giorno fa, ripreso da Rita Katz di Site, è il profondo distacco dell’organizzazione dall’Isis, e la considerazione per le questioni sociali, nel rivolgersi alle comunità afro-americane negli Usa, per il disagio delle uccisioni dei “neri” da parte della polizia, e che solo l’Islam può salvarli dalla maggioranza “bianca”. Fino al 2011, la firma di Al-Qaeda era presente in tutte le rivendicazioni degli attentati nel globo, associata alla figura del suo fondatore Osama Bin Laden, il “re del terrore”. La generazione dei nati nell’83, videro in tv il crollo delle torri gemelle di New York. Fu inagurata in quel modo la loro transizione dall’adolescenza alla maturità nel 2001, freschi diciotteni, inconsapevoli della piega che avrebbe preso l’inizio del XXI secolo. Mentre per la generazione dell’99, la loro transizione verso la maturità è stata accompagnata dalle barbarie dell’Isis dal 2011 con la guerra in Siria, le teste tagliate, e gli attentati in Europa. E probabilmente quei diciotteni ben poco sapevano di Al-Qaeda.

Oggi l’organizzazione di Bin Laden, da minaccia globale, è diventata un organizzazione molto limitata e ridimensionata, prevalicata dall’egemonia dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isis), di cui entrambi hanno metodi organizzativi ed ideologici divergenti, ma la fonte ideatrice e finanziaria è la stessa: i petrol-dollari delle monarchie arabe sunnite e il sostegno occulto degli Usa per la destabilizzazione del Medio Oriente. L’ascesa di Al-Qaeda iniziò con i volontari combattenti della jihad contro l’occupazione sovietica in Afghanistan nel 1979. Dopo la liberazione, Al-Qaeda appoggiò il movimento dei talebani durante la guerra civile agli inizi degli anni’90, che conquistò Kabul nel 1995, instaurando un regime islamico integralista. Al-Qaeda poteva così contare di uno Stato, e di un territorio sicuro dove costruire campi di addestramento per i volontari jihadisti nel mondo. L’obiettivo politico del gruppo era di compiere attacchi terroristici contro gli Stati Uniti D’America e i paesi alleati come nemici dell’Islam, per la jihad globale contro “i crociati” occidentali infedeli, e le forze di occupazione nella terra santa di Allah. La strategia di Bin Laden, era l’individuazione di obiettivi strategici, economici, e simbolici. Colpire i simboli dell’economia occidentale. Il crollo delle torri gemelle nel 2001 ebbero una valenza simbolica devastante, così come l’attentato all’isola di Bali nel 2002, e quello di Mumbai nel 2006, entrambi simboli del turismo occidentale. L’organizzazione aveva una struttura piramidale con una leadership ai vertici che aveva l’ultima parola sulle decisioni. Dal 2001 iniziò il declino d Al-Qaeda. Con l’invasione americana in Afghanistan nel 2001, la guerra in Iraq nel 2003, le ondate di arresti e uccisioni, hanno reso arduo il compito di mantenere la struttura piramidale dell’organizzazione. Il colpo di grazia avvenne con l’uccisione di Osama Bin Laden, il 2 maggio del 2011 ad Abottobad, in Pakistan, in cui la nuova leadership di Al-Zawahiri, non ha saputo indicare le nuove mete dell’organizzazione, mancando di quel carisma per fare leva sulle masse islamiche disagiate.

Tutto ciò è riuscito al leader dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, Abu Bakr al-Baghdadi, che dal 2014, con la conquista di Raqqa in Siria, e Mosul in Iraq, indipendentemente dalle dinamiche geopolitiche e strumentali, ha realizzato un sogno e una speranza per migliaia di giovani musulmani allo sbando, e l’opportunità ad alcuni immigrati musulmani di seconda e terza generazione di costruirsi un identità sociale e di appartenenza, attraverso un interpretazione violenta dell’Islam, che nasce dalle teorie di Ibn Taymiyya (1263-1328). Giovani che non si riconoscono nel paese occidentale in cui sono nati, e non si riconoscono con le origini dei loro genitori. Il loro nichilismo ha fatto scaturire un ibridazione del credo islamico, stravolgendone i valori fondamentali, de-etnicizzandoli, ponendosi contro l’Islam dei loro genitori. (Olivier Roy, 2009). La nascita dell’Isis è stata favorita dalla sua presenza sul territorio iracheno, e dall’esperienza di Al-Qaeda in Iraq dal 2003. Molti militanti hanno disertato per unirsi allo Stato Islamico delusi dalle mancate promesse di altri 11 Settembre per annientare gli infedeli occidentali. La Jihad Globale di Al-Qaeda non è molto diversa dalla Rivoluzione Permanente teorizzata da Lev Trokij (1879-1940). Esportare la rivoluzione bolscevica nel mondo per instaurare la globalizzazione del comunismo. Ma le rivoluzioni mondiali di lunga durata sono pensieri per sognatori, perchè le dinamiche poltiche e storiche sono mutevoli, repentine, e imprevedibili. Oggi Al-Qaeda non è più in grado i compiere attentati di grande stile come quello di New York. Sotto la guida di Al-Zawahiri, Al-Qaeda ha continuato a compiere attentati minori, continuando ad avere una visibilità mediatica inferiore rispetto all’egemonia dello Stato Islamico, come la strage al Blue Radisson Hotel in Mali, compiuta da Al-Qaeda del Maghreb, il 20 Novembre 2016, una settimana dopo dagli attentati rivendicati dall’Isis a Parigi, il 13 Novembre 2016.

Grande risalto ebbe l’attentato dello scorso anno a Parigi nella redazione di Charlie Hebdo, che fu rivendicato da Al-Qaeda nella Penisola Arabica (Ansar-al-Sharia), l’ala yemenita dell’organizzazione di Al-Zawahiri. E proprio nello Yemen che Al-Qaeda è ben radicata ed detiene i suoi centri di comando, e dove dal 2015 è in corso nel paese una guerra civile tra sciiti e sunniti, in cui Al-Qaeda si infiltrata come terza forza militare “di mezzo” conquistando vasti territori nelle regioni centrali e lungo la costa, spaccando il paese in due parti, quella controllata dagli sciiti houthi con capitale Sana’a e quella controllata dai sunniti, con l’appoggio della Lega Araba e dell’Isis, con capitale Aden. Al-Qaeda è ancora presente nel Warizistan, regione al confine tra Pakistan e Afghanistan, nel nord del Mali, mentre è sparita in Iraq, e in Siria, dopo l’abbandono dell’unico gruppo qaedista, Fronte al-Nusra, formato principalmente da guerriglieri siriani sunniti, che non condividevano più l’idea della jihad globale, per focalizzarsi nella lotta contro il regime di Assad.

Le differenza sostanziali tra Al-Qaeda e Isis sono nella tattica, nella propaganda e nel reclutamento. Le operazioni qaediste avvengono verso obiettivi mirati, con un attenta pianificazione, e commandi con addestramenti specifici. Infatti, negli anni ‘90 il gruppo ricercava militanti dalle moschee occidentali, comunicava con i telefoni satellitari, e lo scambio dei whs propagandistici, e di solo di recente il web, come metodo di reclutamento per inviare i suoi seguaci nei centri di addestramento in Afghanistan, e nello Yemen. Al contrario, lo Stato Islamico dispiega i commandos in diverse zone della città colpendo diversi obiettivi, in particolare, non obiettivi simbolici, ma luoghi popolari dove si possono provocare il maggior numero di vittime possibili, come uno stadio, un teatro, o un ristorante. I militanti sono consapevoli di andare verso la morte, verso un suicidio durkeimianamente altruistico, in nome di un grande progetto, per Allah, e per lo Stato Islamico, che si pone come avanguadia dell’Islam e di tutti i musulmani. Per i jihadisti dell’Isis, sono considerati infedeli anche i musulmani moderati, coloro che credono nella tolleranza e nel rispetto verso le altre culture religiose. Inoltre il metodo di reclutamento e di addestramento del Califfato avviene attraverso i social media e la crittografia digitale. I social media non solo hanno una funzione di reclutamento per i combattenti in Siria, ma anche di addestramento sommario di terroristi DIY (do it yourself), da cui possono prelevare materiale audio-visivo per la propaganda jihadista, manuali digitali per l’utilizzo di armi, istruzioni su come costruire bombe, informazioni su dove acquistare armi su internet (il browser Tor ne è pieno). L’episodio del parroco sgozzato avvenuto nella chiesa di Rouen, in Francia, è un esempio di terrorismo fai-da-te d’ispirazione social.

Al Qaeda e l’Isis sono due organizzazioni con tecniche e scopi divergenti, che seguno due binari paralleli, ma che non si incontrano, non si sfiorano, a tal punto da produrre scintille. Per i poteri internazionali, il Califfato ha la funzione di cambiare la cartina geografica e gli equilibri geopolitici mediorientali. Al-Qaeda è ancora tenuta in vita perchè è ritenuta una valida alternativa allo Stato Islamico, se dovesse fallire. Escludendo le analisi geopolitiche, questi due gruppi hanno solo gettato il fango sull’Islam, quel vero Islam che parla di amore, di tolleranza, di rispetto verso le altre religioni, e della Grande Jihad, la lotta spirituale dell’uomo contro i nemici che egli porta in sè, ovvero l’impulso verso l’odio, lo sfruttamento, e il materialismo (Julius Evola, 1934).

Olivier Roy (2009) La Santa Ignoranza, Religioni Senza Cultura, Feltrinelli
Julius Evola (1934) Rivolta contro il mondo moderno, Edizioni Mediterranee