Le forze di polizia e dell’antiterrorismo turche hanno compiuto raid in 16 province, arrestando oltre 290 individui sospettati di appartenere a varie organizzazioni terroristiche. Le operazioni sono state condotte sia contro esponenti dell’Isis e sia contro i militanti curdi. “Blitz simultanei sono stati condotti contro un alto numero di persone sospettate di preparare operazioni contro i civili”, riferisce l’ufficio del premier. “In totale, sono state arrestate 297 persone, di cui 37 stranieri, appartenenti a gruppi terroristici”, aggiunge.

Il governo turco ha inoltre aperto ai caccia americani la base aerea di Incirlik, nella provincia meridionale di Adana, per condurre operazioni militari contro l’ISIS. Un repentino cambio di rotta da parte del governo AKP, visto che Ankara era stata colta in flagrante, in diverse occasioni, mentre forniva armamenti ai jihadisti, per non parlare dei campi di addestramento dell’ISIS in territorio turco e le cure mediche ricevute da leader della medesima organizzazione negli ospedali in Turchia, vicino il confine siriano.

La situazione era diventata ancor più imbarazzante per il governo Erdogan dopo che tre membri delle forze speciali turche erano stati catturati dalle milizie curde durante l’ultimo attacco a Kobane messo in atto dall’Isis.

L’attentato di fine luglio a Suruc non ha fatto altro che peggiorare la situazione: un attentato che curiosamente ha colpito un centro culturale che si stava occupando della ricostruzione di Kobane. L’attentatore è stato identificato come il ventenne Seyh Abdurrahman Alagoz, cittadino turco rientrato da poco nel proprio paese dalla Siria, dove aveva combattuto nelle file dell’ISIS. 1 2

La madre di Alagoz ha dichiarato che il figlio era rientrato a casa il 12 luglio per poi scomparire nuovamente; fonti curde aggiungono che le autorità turche avrebbero fermato il ragazzo per poi lasciarlo andare.

Uno cambio di rotta, ma l’obiettivo è sempre lo stesso
E’ dunque plausibile credere che Erdogan abbia improvvisamente deciso di schiacciare l’ISIS? In verità per il momento risulta chiaro che gran parte delle operazioni sono dirette contro i curdi ed è stato lo stesso governo AKP a riferire che “non ci sono distinzioni tra ISIS e miliziani curdi”. Le operazioni anti-Isis potrebbero quindi essere per Ankara un’occasione per colpire sia l’esercito di Assad che le milizie dell’YPG.

Dopotutto è stato lo stesso Erdogan a riferire che la Turchia non avrebbe mai accettato uno stato autonomo curdo nei pressi dei propri confini; l’apertura delle proprie basi aeree ai velivoli statunitensi potrebbe dunque essere una concessione in cambio del silenzio su eventuali attacchi alle milizie curde. 3

Intanto anche all’interno dei confini turchi la repressione continua e tra le centinaia di persone arrestate risultano esserci molti attivisti curdi, tra cui 36 attivisti del partito HDP, probabilmente in previsione della manifestazione di domani, prevista a Istanbul, per commemorare la strage di Soruc.

Il caso Abu Hanzala
Le autorità turche hanno poi messo in evidenza il fatto di aver arrestato un noto capo-cellula dell’Isis, tale Halis Bayancuk, meglio noto come Abu Hanzala, dimenticando però di ricordare che il jihadista era già stato arrestato nel gennaio 2014 durante un’operazione contro una rete qaedista per poi essere rilasciato da un tribunale della città di Van nell’ottobre dello stesso anno. Un fatto inspiegabile e reso ancor più controverso dalla rimozione di numerosi investigatori e magistrati che avevano coordinato le operazioni contro la cellula di Hanzala.

L’ex capo dell’unità anti-terrorismo di Van, Serdar Bayraktutan, era inoltre stato arrestato nel luglio 2014, durante le cosidette “purghe di Erdogan” che miravano a punire gli inquirenti che si erano occupati dei casi di corruzione che avevano colpito il proprio entourage nel dicembre 2013. 4

Turchia come principale “base di lancio” per i foreign fighters
L’aeroporto di Istanbul è il principale punto di transito per i jihadisti provenienti dall’Europa e diretti in Siria, questo è ormai noto da tempo. Sono centinaia e centinaia i volontari che hanno transitato nello scalo turco per poi proseguire verso la città di Gaziantep, grande base di smistamento di terroristi a due passi dal confine e zona sicura per traffici di ogni genere. 5 6

Ankara ha sempre dichiarato di poter fare ben poco per fermare il flusso di foreign fighters che transitano sul proprio territorio. Le autorità ieri hanno reso noto che 5 mila agenti di polizia hanno effettuato operazioni in 26 quartieri di Istanbul e irruzioni in più di 100 edifici sospettati di ospitare jihadisti del Califfato e miliziani del PKK.

Il timore è che tra gli arrestati ci siano numerosi attivisti curdi che nulla hanno a che fare con il terrorismo e dunque che il governo AKP stia utilizzando le “misure anti-terrorismo” per colpire ancora una volta gli avversari di Erdogan, tra cui l’HDP che alle ultime elezioni parlamentari ha raggiunto il 13% dei consensi.

Il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha dichiarato che i jet turchi sono stati efficaci al 100% nell’eliminare gli obiettivi prefissati, ma sarebbe utile avere informazioni precise e dettagliate sui target colpiti. La roccaforte dell’ISIS in Siria è a Raqqa e presto si vedranno le reali intenzioni di questa “coalizione”; la città verrà colpita dalle incursioni? Una cosa è certa, le milizie curde sono giunte a una cinquantina di kilometri da Raqqa e non si faranno grossi problemi ad avanzare ulteriormente.

1  http://www.nytimes.com/2015/07/23/world/europe/turkey-suruc-bombing.html?_r=0
2 http://www.aawsat.net/2015/07/article55344481/turkey-suruc-suicide-bomber-identified-authorities-explore-isis-link
3 http://www.todayszaman.com/national_police-detain-297-in-anti-terror-operations-across-turkey_394463.html
4 http://www.todayszaman.com/national_police-detain-key-isil-leader-who-was-arrested-by-policeman-jailed-in-govt-led-op_394543.html
5 http://www.nytimes.com/2015/03/10/world/europe/despite-crackdown-path-to-join-isis-often-winds-through-porous-turkish-border.html
6 http://www.antimoneylaunderinglaw.com/2015/03/the-jihad-express-gaziantep-turkey-still-isis-conduit-city-of-choice.html