L’istrionico miliardario americano ha parlato dell’Alleanza Atlantica davanti agli elettori di Milwaukee. Con il suo solito tono da provocatore ha sparato a zero sugli alleati colpevoli, secondo lui, di non investire abbastanza nella Difesa e di sfruttare gli Stati Uniti per ottenere protezione. Come tutte le affermazioni di Trump questo discorso è già stato definito farneticante dai Media e subito controbattuto dal suo principale sfidante Ted Cruz; oltre che naturalmente da Hillary Clinton che non si è fatta sfuggire occasione per ribadire, ancora una volta, come il vero nemico sia la Russia che vuole dividere l’Europa e che, senza il sostegno americano, Putin avrebbe la strada spianata verso il controllo del Vecchio Continente. Il discorso del candidato repubblicano non si è certo limitato a queste brevi dichiarazioni a effetto, offrendo anche spunti interessanti. Trump sottolinea come la Nato, nella sua attuale configurazione, sia pressoché inutile ad affrontare le minacce terroristiche e che il suo costo per i contribuenti sia del tutto sproporzionato alla sua effettiva efficacia. Da presidente non ci penserebbe due volte a ritirare le 80mila truppe dislocate in Giappone e Sud Corea, sostituendole con armi di deterrenza. Analogo discorso varrebbe per quelle in Europa che sono appena state aumentate di 4mila unità da Obama. Il suo ragionamento affonda proprio nella fondazione dell’Alleanza Atlantica che, creata per scongiurare un attacco dell’Urss, è strutturalmente concepita per uno scontro tra Stati e non per fungere da “gendarme del mondo”. Lo stesso trattamento viene riservato anche per l’Onu, che dipinge come un inutile carrozzone obsoleto che non serve a risolvere alcun problema contemporaneo.

Ovviamente dietro a queste considerazioni c’è una concezione isolazionista della politica estera a stelle e strisce, in piena discontinuità con tutti i predenti inquilini della Casa Bianca, di entrambi gli schieramenti. Infatti, un recente sondaggio mostra come solo il 49% degli americani valuti positivamente la Nato; ma il dato più interessante è come questi si dividano tra i due schieramenti: la maggioranza dei democratici (56%) contro il 43% dei repubblicani. In caso di un diretto attacco contro un alleato però i dati si ribaltano: il 69% dei repubblicani si dichiara favorevole a dare supporto militare, mentre solo il 47% dei democratici farebbe lo stesso. Questo rispecchia appieno le diverse anime imperialiste dell’America, con i repubblicani più propensi a difendere lo status quo da possibili intromissioni esterne; mentre i democratici sono più propensi a estendere il loro dominio, salvo poi tirarsi indietro quando il “gioco si fa duro”. Impossibile non leggere infatti tra le righe le vicende siriane e di piazza Maidan, che Trump abbandonerebbe volentieri al suo destino.

L’affondo contro gli alleati “scrocconi” comunque non è una novità assoluta; sia il segretario alla difesa Leon Panetta, sia il capo del Pentagono Chuck Hagel che il comandante in Capo della Nato Stoltemberg hanno più volte puntato l’indice contro le basse spese militari degli Stati Europei. L’Alleanza richiede ufficialmente di impegnare il 2% del Pil in questo settore, ma solo 4 membri su 27 rispettano l’impegno: la Gran Bretagna, l’Estonia, la Polonia e (a sorpresa) la Grecia. D’altronde in un periodo di austerità e tagli di risorse pubbliche sarebbe difficile far digerire agli elettori europei un incremento dei fondi per l’esercito, a meno di non agitare come al solito lo spauracchio russo. Come abbiamo più volte scritto sulle colonne dell’ID è stata molto più funzionale l’Unione Europea alle esigenze della Nato che viceversa. Infatti la continua espansione verso est dell’Alleanza – propedeutica all’ingresso nella UE – ha creato molti più problemi a Bruxelles di quanti ne abbia mai risolti; inoltre la sua stessa esistenza ha sempre impedito la realizzazione di quell’Esercito Europeo che avrebbe razionalizzato gli sforzi e conferito un minimo di credibilità alla politica estera comunitaria. Proprio ciò che il complesso militar-industriale d’Oltreoceano ha sempre boicottato. Inoltre il principio del mutuo soccorso in caso di aggressione da difensivo si è trasformato in un’arma in mano ad alleati tutt’altro che affidabili; come il caso del caccia abbattuto in Turchia ha ampiamente dimostrato e che ora ci apprestiamo a far aderire all’Unione. Se gli Stati europei “protetti” dalla Nato fossero anche obbligati a “pagare per la loro protezione”, l’Alleanza si sfalderebbe. Quindi fidatevi di un isolazionista.