Quando Lady Pesc Mogherini annuncia trionfalmente il rinnovo per altri dodici mesi dell’operazione Sophia, non si può far altro che prendere atto dell’ennesima inconcludente e costosa decisione europea. La missione marittima – che nel suo nome formale si chiama EUnavforMed – avrebbe lo scopo di fermare e processare i trafficanti di uomini che attraversano il Mediterraneo, ma, di fatto, ha portato alla “cattura” di soli 68 sospetti scafisti in una anno. Un vero e proprio flop se si considera la media di sbarchi giornalieri. Eppure un’entusiasta Alta rappresentante per gli affari Esteri dell’Unione Europea ha orgogliosamente rivendicato la nobiltà dell’operazione che “ha salvato vite, mentre un anno fa facevamo un minuto di silenzio” per commemorare la morte di 800 migranti. La verità sta tutta in queste semplici parole: l’operazione lungi dal intimorire e scoraggiare i trafficanti, si limita a recuperare i barconi in mare, facilitando così l’arrivo dei profughi sulle nostre coste. Anzi, da un certo punto di vista, ha addirittura favorito queste organizzazioni criminali che, grazie a Sophia risparmiano tempo e denaro dovendo coprire distanze inferiori; mentre, infatti, prima dovevano portare i barconi in prossimità delle acque territoriali italiane, ora si limitano a stare al largo e a lanciare un sos, attendendo l’arrivo dei soccorsi. Inoltre la minaccia del sequestro delle imbarcazioni fatiscenti ha spinto queste organizzazioni a sostituirle con ancor più pericolosi gommoni.

Questo è ciò che capita quando invece di ragionare attentamente sullo scopo di una missione militare, la si lancia in seguito a un impulso emotivo; giusto per gettare in pasto all’opinione pubblica inorridita da quel naufragio, una semplice soluzione che lavi le coscienze e che permetta ai politici di Bruxelles di recitare la parte di onesti cristiani impegnati nell’aiutare i più sfortunati. E pazienza che non ci sia uno straccio di strategia comune sull’immigrazione, nessun tentativo di sradicare questo traffico umano e tantomeno di fare pressioni sui governi corrotti da cui questi migranti provengono. L’importante è confermare questa pretesa superiorità morale dell’Occidente e rinnovare il solito refrain dell’accoglienza come dovere. Tanto l’operazione è pagata dai contribuenti europei e prosegue poi a terra con i centri, gli hot spot e tutta quella “economia dell’accoglienza” su cui in molti lucrano. Peccato poi che anche quei pochi arresti che sono stati compiuti non siano altro che pesci piccolissimi, le ultime ruote del carro, di queste organizzazioni che solo in Libia guadagnano tra i 250 e i 323 milioni di dollari. E peccato anche che EUnavforMed non stabilisca un numero fisso di mezzi navali per portare a termine la missione, ma che attualmente si componga di sei navi e cinque aeromobili per “pattugliare” ben 535mila miglia nautiche!

Eppure l’elite di Bruxelles non si scoraggia davanti a questi numeri e caparbiamente prosegue per la strada tracciata, rifinanziando per un altro anno la missione Sophia, il cui fine ultimo può essere solo quello di salvare qualche barcone dal naufragio. Quindi, comprovata l’inutilità di questa operazione – che ora si vorrebbe perfino estendere alle acque territoriali libiche – e compreso il suo unico scopo, proporrei a lady Pesc di valutare attentamente un altro piano non solo più sicuro per le vite dei migranti, ma anche economicamente sostenibile. Mandare direttamente la marina militare – ma anche l’aviazione – a prelevare i migranti sulle coste, invece di attenderli in mezzo al mare, facendosi pagare la stessa cifra che oggi danno ai trafficanti di uomini. In questo modo si otterrebbero due innegabili vantaggi: si smantellerebbe la rete e il profitto di queste organizzazioni criminali e si salverebbe molte più vite, garantendo un passaggio sicuro fino all’Europa. Inoltre con i soldi incassati si potrebbero finanziare non solo la missione stessa, ma anche molte politiche di prima accoglienza. Eppure in molti si straccerebbero le vesti e direbbero che non è etico farsi pagare da dei poveri migranti e allora lasciamo tutto com’è; lasciamo che paghino dei criminali senza scrupoli, salvo poi recuperarli in mare quando stanno per affondare, in modo da potere dire che anche noi abbiamo fatto la nostra parte.