di Marco Davino 

Si può entrare dentro la guerra? Camminare nelle trincee della prima linea e provare la sensazione di chi sta lì? Gli Occhi della Guerra lo hanno fatto. Grazie ad una campagna di crowdfunding terminata con ampio successo, Gli Occhi della guerra hanno mandato tre reporter nel Donbass, la regione ucraina dove è in atto una vera e proprio guerra.  Andrea Sceresini, Lorenzo Giroffi, Alfredo Bosco hanno realizzato il primo reportage a 360 gradi dal fronte di un conflitto dimenticato nel cuore dell’Europa che continua a fare vittime, da entrambe le parti: da una parte i ribelli filorussi, appoggiati politicamente e militarmente dal Cremlino, dall’altra l’esercito regolare ucraino, le cui posizioni corrono a poca distanza dagli ultimi sobborghi cittadini. Muovendo il mouse sullo schermo, è possibile navigare a tutto tondo all’interno dell’inquadratura, osservando da vicino ogni particolare e ogni movimento.

“Gli Occhi della Guerra continuano a puntare sull’innovazione: dopo la scelta di fare crowdfunding, questa volta abbiamo deciso di puntare sui video 360.  Volevamo che il lettore facesse esperienza diretta della guerra, stando al fianco del reporter, seguendolo, vedendo quello che vede lui. Insomma, un’esperienza che solo i videogiochi riescono a dare”, spiega Andrea Pontini, Ceo de ilGiornale.it. Con i video 360 – pubblicati sul canale youtube de Gli Occhi della Guerra e sul sito  – il lettore viene catapultato nel bunker a pochi metri da un feroce bombardamento,  cammina sulle macerie dopo la battaglia, entra nelle case distrutte dei civili disperati. Un’esperienza unica che permette di sentire da vicino l’odore della guerra, di sentire sulla pelle la paura, di provare compassione con chi la guerra la subisce passivamente, di sentire, insomma, quello che sentono i reporter.

“Tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione con Ricoh Theta S che ha creduto  sin dall’inizio nell’iniziativa. Con Ricoh Theta S,  abbiamo realizzato il primo reportage ‘immersivo’ da un fronte caldo. Altri esperimenti sono stati fatti ma mai in prima linea”, continua Pontini. Questa è la risposta de Gli Occhi della Guerra al silenzio assordante che da mesi circonda il Donbass. I servizi sono stati girati nella zona dell’aeroporto di Donetsk, tra le trincee di Spartak e in altre località dove ogni giorno, su entrambi i lati della barricata, migliaia di ragazzi vivono, lottano e muoiono in nome di una guerra sporca che l’Occidente si ostina a non vedere. Questo lavoro è dedicato a tutti loro.

Guarda i video esclusivi cliccando sull’immagine

apertura_occhi4-1272x636

Per sapere di più su Gli Occhi della Guerra

Gli occhi di guerra è il progetto di reportage in zone di guerra de ilGiornale.it. Molti dei reportage vengono realizzati attraverso il crowdfunding, attraverso libere donazioni da parte dei lettori.  Da quando sono nati nel 2013, Gli occhi della Guerra ha partecipato a numerosi eventi di giornalismo, tra cui il festival del Giornalismo Internazionale di Perugia nell’aprile 2015 e il Global Investigative Journalism Conference a Osolo nell’ottobre 2015. Dopo aver concorso come finalista al concorso internazionale Global Awards for Excellence in Journalism organizzato dall’agenzia cinese Xinhua News Agency, nel maggio 2016 Gli Occhi della Guerra vincono il primo posto agli Inma Global Awards, il premio internazionale per il giornalismo innovativo, per la categoria “Miglior lancio di un brand per creare un segmento di pubblico.