In un discorso pronunciato a Berlino, presso la Korber Foundation, durante la sua ultima visita europea, Il Ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergei Lavrov, ha descritto il punto di vista di Mosca sullo stato delle relazioni tra Russia ed Europa, rimarcando che il Cremlino non ha mai agito con l’intento di indebolire, o addirittura dividere, l’Unione europea. Questi sospetti «sono assurdi», ha dichiarato Lavrov, e la Russia è stanca di sentirsi accusata di voler destabilizzare l’Europa e il mondo intero.

Alcuni estratti del discorso del Ministro degli Esteri russo tenuto a Berlino lo scorso 14 luglio 

Tra Lisbona e Vladivostok c’è di mezzo Bruxelles (e Washington)

Nelle parole del diplomatico russo, la fine della Guerra Fredda sarebbe potuta essere l’inizio di un’era di pace e cooperazione tra la Russia e l’Europa, ma «gli Stati Uniti e i loro alleati hanno deciso di dichiararsi i soli vincitori, rifiutandosi di lavorare insieme per creare un sistema di sicurezza equo e indivisibile». Nonostante siano crollati il muro di Berlino, l’Unione Sovietica e il Patto di Varsavia, infatti, le élite atlantiche non hanno mai smesso di ragionare secondo gli schemi del confronto bipolare, imponendo ai propri partner il dilemma di scegliere tra l’Occidente e la Russia. Così, attraverso l’espansione della NATO e l’attuazione del programma di partenariato orientale dell’Unione europea, la cortina di ferro che divideva l’Europa si è solo spostata un po’ più a Est e «la crisi ucraina, che è stata in gran parte provocata all’esterno – sottolinea Lavrov – è diventata una conseguenza diretta di questa politica di Washington e di Bruxelles».

Sul recente rinnovo delle sanzioni economiche contro la Russia, invece, il Ministro degli Esteri ricorda, «ancora una volta», che «l’imposizione delle sanzioni è una prerogativa del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che viene utilizzato esclusivamente nell’interesse del mantenimento della pace e della sicurezza internazionali», e non del Senato statunitense o del Consiglio Europeo. Agli occhi di Mosca, i Paesi europei hanno preferito sacrificare i loro interessi nazionali pur di restar fedeli al blocco occidentale e ai relativi “giochi” geopolitici, ma il contesto internazionale è cambiato e sembra che gli europei non se ne siano ancora accorti. Eppure per il Cremlino «è importante vedere chiaramente le principali tendenze dello sviluppo globale e essere guidati da questa comprensione nel processo decisionale in politica estera».

 

Le tensioni a Kiev nel gennaio 2014, le stesse che da lì a breve porteranno allo scoppio della crisi ucraina: secondo Lavrov, le responsabilità sono esterne ed i colpevoli mirano alla stabilità dei rapporti tra occidente e Russia

È Guerra Fredda ma il mondo non è più bipolare

Mentre l’Occidente insiste in una strategia di contenimento politico ed economico della Russia, come ai tempi dell’Unione Sovietica, nelle periferie del sistema internazionale stanno emergendo nuove potenze «che sollevano la loro voce in difesa del loro diritto di decidere il proprio destino». Secondo Lavrov è ormai un dato di fatto il fallimento della globalizzazione a guida occidentale e la conseguente affermazione di un ordine mondiale multipolare. «Un ristretto gruppo di “prescelti” – sostiene il Ministro – non è in grado di garantire la crescita sostenibile dell’economia globale e di risolvere grandi sfide come la povertà, i cambiamenti climatici, la carenza di cibo e altre risorse vitali», per non parlare delle «grossolane interferenze» occidentali negli affari del Medio Oriente e del Nord Africa, che hanno messo in una profonda crisi l’Iraq, la Libia e la Siria e hanno provocato una crescita senza precedenti della minaccia terroristica, dei flussi illegali di militanti e armi e una grave crisi migratoria.

Il nuovo mondo multipolare si dovrà fondare sul rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite, che sanciscono l’uguaglianza sovrana degli Stati, la non interferenza nei loro affari interni e la soluzione pacifica delle controversie. In un simile contesto internazionale, l’auspicio di Mosca è quello che l’Unione europea sia unita e forte, ma, soprattutto, indipendente in politica estera, cosicché gli evidenti vantaggi della cooperazione tra Europa e Russia prevalgano sugli interessi di un piccolo gruppo, ma molto aggressivo, che vuole ostacolarla.