Nella quinta Conferenza Internazionale per la Sicurezza che si è tenuta a Mosca il 27 e il 28 aprile, l’ex presidente dell’Afghanistan ha deciso di pronunciarsi riguardo la delicata situazione che sta vivendo non solo il Medio Oriente, ma anche una buona parte dell’Oriente. Evitando la retorica dominante che, indisturbata, contraddistingue qualsiasi tipo di confronto riguardo alla destabilizzazione delle regioni orientali, in un’intervista esclusiva rilasciata ieri alla più importante testata giornalistica russa, Hamid Karzai critica la strategia usata dagli U.S.A. nei decenni passati. “Usare l’estremismo come un’arma – dice – dovrebbe essere una praticata vietata dalle leggi internazionali.” Karzai spiega che l’interferenza degli Stati Uniti nelle questioni afghane durante la Guerra Fredda era mirata unicamente ad alimentare le fiammelle della sedizione – allora già vive in molti spiriti dei cittadini – per poi soffiarle contro l’URSS. In quegli anni Stati Uniti e Pakistan “stavano cercando di piantare il seme del radicalismo”, nella speranza che poi questo, con le sue radici, avrebbe provocato crepe profonde nel terreno limitrofo. Questa folle pratica intrapresa dagli U.S. ha portato alla nascita e alla crescita dei gruppi terroristici, ed ora Stati Uniti e Afghanistan stanno pagando il prezzo delle azioni sconsiderate del passato.

Karzai a questo punto ci tiene a ricordare che il suo governo aveva capito fin da subito la pericolosità di questo piano d’azione, che si sarebbe svelato nefasto per il destino del Medio Oriente, e che quindi aveva provato a dissuadere gli Stati Uniti: “Già da allora sapevamo che non era una buona idea. Avevamo provato a consultarci con la delegazione statunitense e a dissuaderli dal supportare le forze estremiste”. Dopo l’intervento post-11 settembre Washington ha sicuramente raggiunto con successo diversi obiettivi, ma l’Afghanistan, ancora oggi, continua a vivere in un ambiente molto lontano dal poter esser considerato sicuro. “La verità è che sia noi che gli Stati Uniti abbiamo trascurato completamente quelle che sarebbero dovute essere le due priorità in grado di preparare le basi per far rinascere l’Afghanistan, ovvero sicurezza e una campagna decisa e mirata ad eliminare qualsiasi forma di estremismo e di terrorismo. Questa situazione, lasciata incrancrenirsi e marcire nel tempo, ha dato vita all’infezione di cui, noi tutti, oggi, siamo inermi spettatori. Hamid Karzai continua dicendo che se gli U.S. sono veramente determinati a smantellare le cellule terroristiche presenti nella regione, e le sue intenzioni sono concretamente oneste, allora Washington dovrebbe concentrare le sue forze in due campi: prima tagliare le risorse finanziarie che come un fiume mai in secca arrivano a dissetare i gruppi del terrore. Successivamente, distruggere ogni campo di addestramento, uno per uno. “La guerra al terrore non finirà fino a che non combatteremo con determinazione i miliziani del sedicente Stato Islamico. Dovremmo combatterli nei luoghi dove si nascondono, nei loro campi di addestramento, e tagliare di netto le loro risorse. Deve essere una guerra combattuta su diversi fronti, se si vuole veramente soffocare questo mostro.”

Perché gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno fallito nell’offrire una sicurezza duratura in Afghanistan? “Perché, dice Karzai, hanno sempre cercato di combattere l’estremismo e il radicalismo ricercando i colpevoli nei villaggi afghani, mentre il cuore pulsante del terrorismo non era assolutamente presente nella regione. Sarebbero dovuti andare in Pakistan, lì si che avrebbero trovato le radici del radicalismo, e avrebbero dovuto estirparle subito.” Se la guerra è veramente contro il terrorismo, e se gli Stati Uniti vogliono davvero vincerla, allora è ovvio che questo non succederà finchè non si decideranno a stanare i terroristi negli anfratti dove si nascondono e a tagliare le risorse finanziarie che continuamente arrivano ai tagliagole, ripete Karzai. Se questo obiettivo non può essere raggiunto con le sole forze a stelle e striscie, che vadano a chiedere supporto alla Russia, alla Cina o all’India. Gli U.S.A. continuano a convincersi testardamente di “aver agito nel migliore dei modi per affrontare la difficile situazione in Afghanistan”, se non per qualche piccolo errore. E così, Karzai conclude: “Io invece dico che gli Stati Uniti devono spiegare apertamente cosa sia andato storto. Il mio suggerimento? Che vadano a chiedere aiuto. Se non lo faranno, allora Washington dovrà spiegare a noi e al resto del mondo le motivazioni di questa scelta.”