Ci sono storie che si pensava dovessero rimanere momenti oscuri di un periodo triste che andava dimenticato. Storia di ordinaria follia di periodi storici che hanno visto sradicare una Tradizione per sostituirla con imposizioni ideologiche ben più oscurantiste e ben più fondamentaliste della Fede. La forza motrice dello Stato contro la sacralità dei luoghi di culto non è più ormai un dato anacronistico da inserire nei libri di Storia, ma, proprio in Francia, un’attività che è tornata in auge negli ultimi anni.
Pochi giorni fa, l’ultimo caso che ha risvegliato il cuore, ormai malconcio, del cattolicesimo e del conservatorismo francese. A Parigi, nella chiesa di Sainte-Rita, i poliziotti in tenuta anti-sommossa hanno fatto irruzione per sgomberarla dai fedeli, riunitisi dentro per evitare che venisse abbattuta. Ebbene sì, in Francia si continuano ad abbattere chiese. Più precisamente, questa volta, per costruirvi un parcheggio. Sembra veramente un’immagine da terrorismo giacobino, o figlia del più bieco ideologismo comunista. In realtà, va detto, di ideologico e di comunista in questa storia non c’ proprio niente. Anzi. È il mercato ad aver voluto questo abbattimento, perché la chiesa non serviva a niente né in quel posto né alla città. I fedeli diminuiscono? Il clero latita? Si abbattano le chiese! E poco importa se rappresentano una tradizione, una comunità, un senso di appartenenza e di preghiera nel nichilismo imperante, poco importa se per un giovane francese o immigrato può essere un luogo d’incontro. E poco importa se poi i musulmani vorranno pregarci per solidarietà verso chi uccide in nome di Dio.

La chiesa non è produttiva. Il sacro non dà moneta. Tanto vale distruggerla e farci un posteggio auto, un supermercato, un ristornate, o perché no? Anche una moschea (è successo). Del resto se è la laicissima economia, asservita al dio Denaro, a farla da padrona, come può competere una piccola chiesa e i suoi pochi fedeli rimasti dentro? Come può un chierichetto avere la meglio su un poliziotto armato pronto a prelevarlo e magari a denunciarlo per resistenza a pubblico ufficiale? Lo Stato, come ultimo emblema della macchina atea e mercatista, ha deciso che quella chiesa va abbattuta e quella chiesa sarà abbattuta. E non è la prima né probabilmente sarà l’ultima. Dagli inizi del 2000 lo Stato francese ha demolito più di una ventina di chiese antiche ed in centinaia sono quelle sulla lista della demolizione. E quando non ci pensa lo Stato, ci pensa la Chiesa stessa a farne carne da macello. In Borgogna hanno messo all’asta una chiesa, acquistata poi dalla comunità marocchina per convertirla in moschea dopo una dura battaglia al rialzo contro i massoni locali che volevano farci un tempio. Perché la vera logica qui è semplicemente il mercato. Cosa c’è di socialista nell’abbattere una chiesa per un parcheggio? Se fosse socialismo vero, lo Stato interverrebbe al limite per costruire un edificio pubblico e nazionale. Giammai. Qui si vende. E se non si vende, si abbatte per costruire qualcosa di remunerativo. Che sia un parcheggio o un cinema, il sacro è inutile.

C’è da chiedersi come possa questo processo di scristianizzazione e di messa all’asta della Fede fare da contraltare al fondamentalismo religioso di matrice islamista che infesta le periferie di Francia (e in fondo d’Europa). Non aiuterà di certo, anzi, probabilmente darà ancora più godimento a coloro che investono su queste tragedie. Al contrario è facile capire che ci saranno molti a gridare contro i musulmani e l’immigrazione. Attenzione a non cadere nell’equivoco. Nessun musulmano in Francia sta chiedendo di abbattere chiese e convertirle in moschee. Tutto ciò è il frutto della Società moderna: è il frutto della distruzione strutturale di una società per cedere il passo al consumismo, all’oblio delle culture e alla trasformazione dell’uomo in un consumatore. È appunto la logica del mercato: un baratro in cui gli Stati e la Chiesa sembra stiano andando incontro inconsciamente e senza ostacoli.