Articolo originale pubblicato su L’Espresso

Ho votato Syriza per potermi sentire fiera di essere greca. Oggi con loro al governo non lo sono più”. A dirlo è una signora, che in piazza Syntagma ad Atene ha appena bruciato una bandiera rossa del partito di Tsipras . Sono migliaia le persone che, come lei, sono scese a manifestare contro il “tradimento” del premier. In molti sostengono che si sia venduto alla troika, altri che non sia stato abbastanza coraggioso. Tutti sono concordi su un fatto: il partito in cui avevano creduto rappresenta le necessità del popolo. A protestare è proprio l’ala sinistra di Syriza, la stessa che aveva portato al governo e aveva sostenuto Tsipras a spada tratta nei giorni precedenti al referendum. Un mondo che credeva alle promesse di rinegoziare il debito rimanendo nell’euro, che oggi esprime la sua delusione con durissime critiche sull’intesa, considerata un tradimento per tutti i greci. “Ci siamo illusi, è stato bello ma è tutto finito. La dura realtà è che un governo di opposizione a questa Europa liberista non è possibile”, dicono. Le bandiere rosse che i manifestanti hanno portato in piazza vengono bruciate. A sventolare ci sono solo quelle nazionali, emblema di una sinistra che non ha più punti di riferimento di partito e che per questo si aggrappa all’orgoglio nazionale.

Solo poche ore fa Tsipras era l’eroe in grado di riunire tutte le forze anti-troika del parlamento (dalla sinistra di Syriza alla destra nazionalista dell’Anel e escludendo Alba Dorata) in una coalizione fortemente maggioritaria. Maggioranza che è evaporata in un attimo, per lasciare posto a un nuovo schieramento che include sia la destra che la sinistra greca, che ha approvato il pacchetto di riforme della troika, spianando di fatto la strada all’istituzione di un governo tecnico. Il parlamento ha infatti approvato il terzo memorandum della crisi, proposto da Tsipras e molto gradito a Bruxelles. Cosa che ha comportato un cambio nella maggioranza: 32 deputati dell’Anel e di Syriza non lo hanno votato, mentre ben 100 voti a favore sono giunti dai banchi delle opposizioni filo-europeista del Potami (Centro), del Pasok (Centro Sinistra) e della Nea Dimokratia (Cendtrodestra). La nuova maggioranza è ora trasversale, include elementi sia di destra che di sinistra, è presieduta da Tsipras ed è a favore delle politiche di austerità. Un cambiamento radicale che lascia le piazze greche colme di persone di sinistra che, pur avendo trionfato nel referendum, sono oggi prive di ogni cittadinanza politica. Un cambio di rotta repentino che ha portato al rogo delle bandiere rosse a favore dello sventolio di quelle nazionali.

Il connubio tra sinistra e patriottismo è qualcosa di nuovo ma non del tutto inaspettato. Quello che la piazza (che era) rossa rinfaccia a Tsipras è di non avere promosso i propri valori, cioè sovranità nazionale e interesse popolare. La classe politica greca, le grandi imprese e il suo settore produttivo, ripetutamente travolti da grossi scandali, sono accusati dal popolo di antipatriottismo e di avere svenduto l’identità nazionale. Essendo stata questa stessa classe dirigente a creare la situazione che ha permesso alla troika si insediarsi, oltre che ad avere messo in pratica le direttive comunitarie che hanno portato molte persone alla fame, le reazioni dei poveri e dei più bisognosi – storicamente bacino elettorale della sinistra – sono state di tipo patriottico. A capirlo è stato Tsipras , che in campagna elettorale ha messo da parte le classiche parole d’ordine “internazionalistiche” per difendere le radici e i valori del popolo greco, contrapposti agli interessi di chi, come la troika e la classe dirigente greca, punta invece a cancellarne l’identità. Il premier greco deve il suo successo elettorale principalmente all’essere riuscito a fare identificare questi elementi patriottici nella bandiera rossa di Syriza, non esitando a usare la parola “nazione”. Adesso che l’identità di Syriza sta scomparendo per lasciare spazio ai tecnicismi che diceva di combattere, le bandiere di partito vengono bruciate. A rimanere come ultima speranza nelle persone ci sono quei valori patriottici che in quel vessillo venivano identificate. Rimane però anche un grande vuoto rappresentato dai colori nazionali greci, che la sinistra deve colmare il più presto possibile. Prima che venga occupato da Alba Dorata.

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