Barack Obama aveva provato a ipotizzare che il massacro di San Bernardino non fosse un attacco terroristico, collegandolo a una possibile “vendetta sul lavoro” e affermando che negli Stati Unti è ancora troppo facile procurarsi armi da fuoco; i fatti però sembrano portare nuovamente verso quel termine che Obama si rifiuta di utilizzare: “terrorismo di matrice islamica”. 1

Cosa sappiamo

L’attacco risulta chiaramente premeditato e pianificato; un attentato impossibile da condurre senza un minimo di addestramento. Le armi erano state regolarmente acquistate e gli esplosivi trovati a casa della coppia responsabile della strage di San Bernardino sono stati recuperati insieme alle istruzioni su come fabbricare ordigni, plausibilmente prese dalla rivista online di al Qaida, ‘Inspire’. L’attacco è stato rivendicato dall’Isis con un comunicato ufficiale attraverso Aamaq, il network di propaganda dello Stato islamico, nel quale si afferma che “due sostenitori” dell’Isis hanno compiuto la strage. Il sito Site ha riferito che diversi account ufficiali dell’Isis festeggiano la strage di San Bernardino, in California, e lanciano nuove minacce contro gli Usa. Uno dei due attentatori, Tashfeen Malik, aveva inoltre scritto un post su Facebook col quale esprimeva sostegno al leader dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi. Chi erano i due attentatori?

Syed Rizwan Farook, americano di origine pakistana, musulmano praticante, lavorava come “health, safety and enviromental inspector”. Il fratello, Syed Raheel Farouk, ha servito nella marina militare Usa dal 2003 al 2007, sulla USS Enterprise. Secondo le autorità locali e i colleghi di lavoro, Rizwan Farook non avrebbe mai dato segni di radicalizzazione e non risultava essere in alcuna lista di soggetti ritenuti pericolosi. Era noto per essere un musulmano osservante, frequentava la moschea locale, ma non risultava essere un estremista. 2 Rizwan si era recato in Arabia Saudita nel 2013, dopo aver conosciuto su un sito di incontri Tashfeen Malik, che sarebbe diventata sua moglie l’anno successivo e che avrebbe preso parte insieme a lui al massacro di San Bernardino.Tashfeen Malik, ventisettenne pakistana, nata nel distretto di Layyah, nel Punjab meridionale, si era trasferita 25 anni prima in Arabia Saudita assieme ai genitori. Secondo due fonti ufficiali pakistane, era rientrata in Pakistan nel 2010 e nel 2011 per completare gli studi di farmacia all’Universita’ Bahauddin Zakariya di Multan. Il fratello del padre della ragazza, Javed Rabbani, ha dichiarato che suo fratello era diventato molto più “conservatore” da quando si era trasferito in Arabia Saudita. Le autorità statunitensi hanno dichiarato che Farook aveva mantenuto contatti con almeno una persona monitorata dall’FBI per legami con il terrorismo internazionale. I contatti risultavano sporadici e non erano stati considerati di priorità elevata.

Alcune ipotesi

E’ evidente che al momento gli elementi non sono sufficienti per poter arrivare a conclusioni significative. In particolare si sa troppo poco per quanto riguarda il profilo di Tashfeen Malik, la misteriosa moglie di Farook. Potrebbe essere stata proprio lei infatti ad aver portato il marito verso un rapido processo di radicalizzazione, riuscendo a individuare i suoi “punti deboli” e mettendo in atto quello che l’analista russo, Alexei Grishin, chiama “Individual’nyy podhod” (Индивидуальный подход), l’approccio individuale per radicalizzare il potenziale soggetto. Sono gli stessi analisti dell’anti-terrorismo russo ad affermare che i siti matrimoniali sono tra i mezzi più utilizzati per reclutare jihadisti, tra cui il sito Nikah.com. Risultano inoltre frequenti i casi di donne che adescano e reclutano uomini, come ad esempio Dmitry Sokolov, cittadino russo convertitosi al Wahhabismo, che venne reclutato all’Università di Mosca dalla daghestana Naida Asiyalova, la terrorista che si fece saltare in aria nell’ottobre 2013 su un bus a Volgograd. Non dimentichiamo inoltre che una delle principali propagandiste dell’Isis, attivatasi anche nell’indottrinamento di Maria Giulia Sergio e famiglia, è una donna, tale Bushra Haik, cittadina canadese di origine siriana ma bolognese acquisita, ben nota all’interno del panorama islamista italiano e attualmente latitante, plausibilmente in Arabia Saudita. Sorge però lecito chiedersi per quale motivo Farook intratteneva rapporti telefonici e via internet con un personaggio legato al terrorismo internazionale e per quale motivo l’FBI non avesse ritenuto tali segnali sufficienti per una classificazione di “high priority”. 3

L’Arabia Saudita

Il “contesto saudita” riemerge molto spesso, forse un po’ troppo, negli scenari legati alla radicalizzazione islamista. Un’analisi dell’Italian Team for Security, Terroristic Issues and Managing Emergencies del luglio 2015 illustra: “Bushra Haik, cittadina canadese di origini siriane, nata e cresciuta a Bologna e molto nota all’interno del contesto islamico nel centro-nord Italia. Nel 2012 Bushra si trasferisce in Arabia Saudita, a Riyadh, dove è tutt’ora residente e si dedica all’insegnamento del Corano e della dottrina islamica attraverso utilizzo di Skype e con centinaia di “allievi” al seguito. Secondo gli inquirenti è lei che ha svolto un ruolo fondamentale nella radicalizzazione di Maria Giulia Sergio. Oltre al gruppo “aqidah e tafsir”, la Haik gestiva anche dei gruppi per l’apprendimento della lingua araba e la memorizzazione del Corano. Un chiaro legame con il contesto saudita che potrebbe non essere casuale. Fonti albanesi hanno infatti reso noto che diversi loro cittadini si sono radicalizzati proprio in Arabia Saudita, presso l’Università Islamica di Medina. Tra di loro c’è anche Mariglen Dervishllari, ex marito di Serjola Kobuzi, morto in battaglia mentre combatteva nelle file dello Stato Islamico. Devishllari compare infatti nelle liste online delle ammissioni ai corsi per l’anno accademico 2010-2011”.

Nel caso di San Bernardino spunta nuovamente la “pista saudita”, con due misteriosi viaggi di Farook nel Regno nel 2013 e 2014: il primo per il pellegrinaggio alla Mecca e il secondo per prendere Tashfeen e portarla negli Stati Uniti e sposarla. Altra domanda d’obbligo: le autorità statunitense aveva fatto controlli approfonditi sull’identità di Tashfeen Malik e sui suoi collegamenti in Arabia Saudita? Una cosa è certa, un processo di radicalizzazione del genere, che porta una coppia da una vita apparentemente normale al punto da lasciare la figlia di pochi mesi a casa con la nonna per andare a fare una strage, deve per forza essere molto intenso e anche rapido, valutando le tempistiche nel caso specifico di Farook. Le stesse modalità di attacco mostrano inoltre un’accurata preparazione che non può essere frutto di due lupi solitari che hanno agito in totale autonomia. E’ plausibile pensare all’attività di una network dietro la radicalizzazione dei due coniugi pakistani.

1 http://abcnews.go.com/Politics/san-bernardino-shooting-related-terrorism-obama/story?id=35553655