A seguito della serie di attentati avvenuti a Parigi la sera del 13 novembre abbiamo assistito ad una delle più estese e violente campagne di odio contro la religione islamica. Fallaciani e interventisti di ogni provenienza politica hanno attaccato all’unisono la religione islamica, colpevole a loro dire di fomentare l’odio che, negli ultimi 15 anni, ha portato ad innumerevoli attentati in giro per il mondo. Queste conclusioni a cui molti sono giunti sono però palesemente limitate, frutto di un’analisi superficiale e vittime della rabbia e dell’istinto. I motivi per cui queste affermazioni risultano ingiuste sono svariati, perciò è il caso di esporli uno ad uno:

1) Innanzitutto una guerra di religione è esattamente ciò a cui aspirano i gruppi terroristici. Pensiamo per un secondo cosa potrebbe succedere se ghettizzassimo la popolazione islamica che abita nelle nazioni europee, specialmente quelli che abitano in quartieri degradati di periferia. Il rischio più grande è quello di una veloce escalation dell’attrito sociale tra la popolazione musulmana e quella autoctona, provocando un odio senza precedenti tra le due parti. Ciò andrebbe a generare nel medio termine un agglomerato di persone, soggette alla repressione e al degrado, disposte ad abbracciare l’estremismo islamico e dunque i gruppi terroristici. Ogni paese europeo si troverebbe ad ospitare decine di disperati che, pur di fuggire dalle realtà che li opprimono, sarebbero pronti perfino ad uccidersi e ad uccidere senza pietà.

2) Fino ad ora l’Europa e gli Stati Uniti non hanno veramente combattuto l’Is, solo l’intervento della Russia ha dato una svolta decisiva al conflitto. Ma la Russia non è la sola a combattere: al suo fianco si sono schierate varie fazioni e nazioni, tutte di religione islamica (quasi tutti sciiti): l’esercito siriano di Bashar Al- Assad, le truppe talebane, l’esercito iraniano e quello libanese, i miliziani curdi e molti altri. Paradossalmente i fondamentalisti vengono combattuti più da soldati musulmani che dagli eserciti europei, quelli che dovrebbero difendere la propria tradizione e libertà.

3) L’astio tra occidente ed oriente, tra religione cristiana ed islamica è una costante che persiste da secoli, invece il terrorismo è un fenomeno relativamente giovane. Come riporta Alberto Negri in un suo servizio per “Ilsole24Ore” andato in onda su “Porta a Porta”, quella attuale dell’Is , Al-Nusra e Al- Qaeda è la terza generazione di terroristi: la seconda raggiunse la sua maturazione durante la seconda guerra del golfo, la prima invece vide come protagonisti i talebani tra gli ultimi anni ’80 e i primi ’90. Fu proprio in quegli anni che il terrorismo vide la luce ancora in una fase che potremmo chiamare “sperimentale”. Quale fu la causa che generò il fenomeno terroristico proprio in quegli anni? La disperata ricerca americana di petrolio e la conseguente invasione dei territori che appartenevano ai talebani, propiziata dalla ormai inarrestabile decadenza dell’Unione Sovietica. Perciò, se proprio bisogna indicare un responsabile morale degli innumerevoli disastri che ci affliggono da anni, non si può far altro che puntare il dito contro gli Usa e l’Europa. Non ha veramente senso essere fieri dei bombardamenti francesi per vendicare i morti di Parigi, è come se ci fosse “un cane che si morde la coda”.

Non ci può essere pace senza la guerra, questo è un concetto che in molto condividono, ma la guerra va fatta con convinzione e raziocinio, come sta facendo la Russia. Invece la guerra che stanno portando le potenze occidentali non ha una logica razionale e avrà le stesse conseguenze che ebbero le guerre per il petrolio dei primi anni ’90: faranno nascere nuove generazioni di terroristi, e con ciò nuovi attentati, nuovi morti. Questi sono tre dei motivi più significativi (ce ne sarebbero di sicuro degli altri) per cui è inutile attaccare la religione islamica in tutta la sua interezza. L’unico appunto che si potrebbe segnalare, l’unico consiglio che si potrebbe esporre alle comunità islamiche, affinché non vengano ancora prese di mira, è quello di denunciare il prima possibile gli Imam o i fedeli che provassero a fare discorsi integralisti e a condizionare i giovani all’interno delle moschee.