In seguito alla bocciatura del referendum dello scorso 2 ottobre sul primo accordo di pace tra Stato Colombiano e Forze armate rivoluzionarie della Colombia, le due parti sono riuscite a trovare, in tempi brevissimi, una nuova intesa che sta già superando le prime tappe previste. Il nuovo accordo di pace siglato il 24 novembre al teatro Colon di Bogotà ha modificato 56 dei 57 punti previsti dal primo negoziato. Le principali modifiche hanno riguardato la costituzione dei tribunali speciali che dovranno giudicare i crimini legati alla guerra civile più lunga del mondo. Esclusa la possibilità di introdurre giudici stranieri, ai tribunali è stato affidato un termine indicato nei dieci anni successivi alla firma della pace e una giurisdizione sulle sole denunce presentate entro i primi due anni dall’accordo. E’ stata, inoltre, prolungata la validità dell’accordo da due a tre mandati presidenziali, durante i quali non sarà possibile procedere a modifiche dello stesso.

farc coca

Miliziani delle Farc in un campo coltivato a coca. I nuovi accordi con il governo di Bogotà prevedono incentivi per lo smantellamento delle coltivazioni

L’opposizione di destra guidata dall’ex presidente Uribe non ha ottenuto l’ineleggibilità per i membri del gruppo marxista-leninista che hanno comunque voluto annunciare che non presenteranno un proprio candidato alle elezioni presidenziali del 2018. Al fine di evitare un nuovo pericoloso voto referendario la maggioranza del presidente Santos, premiato con il Nobel per la Pace il 10 dicembre scorso, ha ratificato l’accordo per via parlamentare ottenendo i voti necessari mentre l’opposizione usciva dalle aule di Camera e Senato. Dopo il parere favorevole della Corte Costituzionale Suprema la maggioranza ha dato il via ad una procedura speciale, fast track, per l’approvazione delle norme e delle modifiche necessarie per l’implementazione degli accordi. La nuova procedura ha consentito da un lato l’approvazione della Ley de Amnistia per tutti i guerriglieri coinvolti in delitti non gravi e il conseguente inizio della concentrazione dei quasi settemila membri delle Farc presso le Zonas Veredales Transitorias de Normalización (Zvtn), dall’altro inasprito le polemiche con le opposizioni. Il Centro democratico di Uribe ha criticato l’amnistia per i reati connessi al narcotraffico mentre il Polo Alternativo si è scagliato contro il mancato dibattito in Parlamento.

Nella cartina sono evidenziate le zone d concentrazione delle Farc

Nella cartina sono evidenziate le zone di concentrazione delle Farc

Le Farc hanno anche intrapreso il percorso che le porterà a diventare un partito politico. In attesa dell’ufficializzazione del nuovo movimento, che vedrà la luce a maggio, ne è stato ammesso in Parlamento, senza diritto di voto, un embrione sotto la sigla di Voces y Paz y Reconciliación. Importante è l’intesa siglata riguardo la lotta alla coltivazione illecita di papavero e coca. Secondo il quarto punto degli accordi di pace prenderà il via il Piano di sostituzione delle coltivazioni illecite con l’audace obiettivo di convertire oltre 50 000 ettari di coltivazioni nel primo anno di esecuzione. Il piano prevede un incentivo di un milione di pesos colombiani, pari a circa 320 euro, al mese per i contadini che accetteranno di passare a coltivazioni alternative o abbandonare definitivamente la coltivazione della coca. Il programma prevede anche il finanziamento pari a 9 milioni di pesos colombiani (2.900 euro) per progetti produttivi a breve termine come la piscicoltura e l’avicoltura a cui si sommeranno 3.800.000 pesos (1200 euro) per l’assistenza tecnica. Le cifre di questi incentivi risultano, inoltre, inferiori ai costi necessari per sostenere la fumigazione dei campi. Con l’arrivo dei guerriglieri presso le Zvtn si è data una risposta alla richiesta, nel corso dei negoziati, di prevedere asili nido e case materne infantili all’interno delle zone di concentrazione dato che un quarto degli ex combattenti è di sesso femminile e circa ottanta risultano incinte oltre alle mamme arrivate con i circa sessantasei bambini di pochi mesi.

Le madri della guerriglia, in prima linea

Le madri della guerriglia, in prima linea

In politica estera non si sono fatte attendere le dichiarazioni del nuovo segretario di Stato Usa Rex Tillerson che ha annunciato di voler leggere nel dettaglio gli accordi di pace per determinare fino a che punto gli Stati Uniti potranno appoggiarli. Nel frattempo il governo Santos, dopo il rinvio di ottobre, è riuscito ad aprire il tavolo denominato Mesas Públicas de Diálogos para la Paz en Colombia con l’Esercito di Liberazione Nazionale, ultimo gruppo armato presente nella nazione. Il negoziato, che avrà luogo a Quito in Ecuador, è iniziato dopo il rilascio dell’dell’ex deputato Odín Sánchez Montes de Oca e vedrà la partecipazione come osservatori di Brasile, Cuba, Ecuador, Norvegia, Cile e Venezuela.