Il termine tedesco Erdbeben, in italiano si traduce con “terremoto”, ed è un vero e proprio terremoto quello che ha colpito la granitica quanto sempre più fragile costruzione politica che vede da anni trionfare e governare la signora Merkel sulla potenza tedesca. Il “Super-Sonntag” vedeva circa 13 milioni di tedeschi convocati per il rinnovo del governo di tre Stati tra loro molto diversi quanto politicamente interessanti: Sassonia-Anhalt, Renania-Palatinato e Baden-Württemberg.

In tutti e tre i lander, si è registrato lo stesso risultato se stringe il campo visivo al solo esito finale, restando infatti invariati i partiti di governo. Resta al potere la CDU in Sassonia, resta al governo il partito socialdemocratico in Renania, e restano al potere i Verdi nella regione del Baden-Württemberg. Ma ciò che invece è notevolmente mutato è il quadro politico e la rappresentanza elettorale all’interno degli organi assembleari di questi Stati federali. Da un lato i partiti al potere hanno resistito ma hanno notevolmente diminuito il loro bottino di voti, dall’altro lato entra come un fiume in piena il partito di “Alternative fuer Deutschland”, referente politico di tutto quel vasto e tutt’ora indefinito bacino elettorale rappresentato dagli scontenti della CDU e dagli elettori stanchi della politica eccessivamente aperta sul tema dell’immigrazione. I dati elettorali sono eclatanti. In Sassonia, che, ricordiamo, da ex fiore all’occhiello della DDR si ritrova ad essere il fanalino di coda della Germania unita nel 2016 con il maggior tasso di disoccupazione e il maggior numero di emigrati in altre regioni del Paese, la CDU è sì ancora il primo partito, ma con il solo 29,7 %. Un risultato decisamente scarso, ma che è nulla se paragonato al tracollo dei socialdemocratici, i quali dal 21% delle precedenti elezioni, si assestano intorno al 10% diventando il quarto partito della regione. Trionfano invece i cosiddetti populisti dell’AfD, che con un risultato storico raggiungono il 24% e si confermano forza motrice dell’elettorato impaurito dalla politica sui profughi e forza attrattiva degli elettori under-30, stanchi o disillusi dalla politica della Große Koalition. Stesso copione in Renania, dove la riconferma al governo dell’SPD, significa dall’altro lato un ottimo risultato sempre per l’AfD che raggiunge il 12,7% e corrode a destra il partito della Merkel, fermo al 30%, nonostante ‘impegno della donna che a detta di molti potrebbe essere il futuro leader della CDU, Julia Klöckner. Infine il Baden-Württemberg, la regione di Stoccarda e dell’industria automobilistica tedesca, non solo assiste alla riconferma del governo a guida dei Verdi, che anzi aumentano i consensi, ma anche all’ascesa dell’Alternative, che raggiunge un decisivo 15%, entrando prepotentemente nell’assemblea parlamentare della regione.

Se il terremoto politico c’è stato, il suo epicentro è stato senza dubbio il problema migranti. La Merkel ha per mesi fatto credere alla Germania che il milione di profughi in arrivo sarebbe stato agevolmente filtrato dal sistema sociale tedesco, dal suo potenziale industriale e dalla sua qualità della vita. Purtroppo per Frau Merkel, il popolo tedesco evidentemente non è quello dipinto da lei nel corso dei convegni internazionali. Inizia anche lui ad essere intimorito, nonostante i buoni propositi, da un afflusso cospicuo e costante ma soprattutto dal timore di perdere quel benessere così fortemente desiderato e difeso dal suo elettorato. La perdita di voti, a centro come a sinistra, ha ingrossato le fila del movimento di destra che più di tutti in queste elezioni è stato tacciato di razzismo e xenofobia, così come di ignoranza e di “populismo”, la parola magica per designare chiunque sia contrario alla politica di governo. E forse la Germania ha pagato proprio questo oscurantismo verso l’AfD, che passato come nemico pubblico numero uno, ha canalizzato il voto di chi non si sente più rassicurato dalla politica paternalistica della Grande Coalizione. Se per anni la Germania ha tentato di germanizzare l’Europa, sembra proprio che a queste elezioni le parti si siano invertite: la Germania sta diventando europea.