Non è un segreto che da più di un anno unità appartenenti alle forze speciali di diversi paesi della Coalizione Internazionale – SOF statunitensi, Berretti verdi e Seal, Légion étrangère francese, SAS britanniche e addirittura ‘Incursori paracadutisti’ italiani – siano impiegati in Libia per appoggiare, o controllare, le operazioni militari condotte delle brigate dell’Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar – fedele al governo di Tobruk e ostile a quello di Tripoli riconosciuto dalla Comunità Internazionale – che è impegnato a combattere i miliziani dell’ISIS nell’area di Begasi prima e nella cosiddetta ‘Mezzaluna petrolifera’ (Ras Lanuf e Sindra) oggi.

Quello che però fa discutere da qualche giorno è una velata presenza russa sul suolo libico e sul suolo egiziano al confine con la Cirenaica. Secondo fonti USA e egiziane infatti, ‘forze militari’ russe – un’unità di almeno 22 uomini, un drone e un aereo da trasporto – sarebbero presenti sul suolo Egiziano al confine orientale del paese; contestualmente, secondo quanto ha dichiarato una fonte privata russa, decine di ‘contractor’ – volgarmente chiamati mercenari – sarebbero schierati già da tempo a difesa di non meglio specificate installazioni petrolifere sul suolo libico. Il Cremlino ha smentito immediatamente tali ‘voci’, definendole ‘stupide illazioni’ e facendo dichiarare al portavoce del ministero della Difesa russo, generale Igor Konashenkov, che : “Non ci sono forze speciali russe a Sidi Barrani” (base a 100 km da confine libico dove e indiscrezioni le segnalano). Per parte libica invece il Generale dell’aviazione libica, fedele ad Haftar, Mohammed Manfour, ha dichiarato che nessuna ‘compagnia militare privata russa’ è presente in Libia. Secondo un ipotesi avvalorata da molti analisti però, si potrebbe trattare in entrambi i casi di unità d’élite dell’esercito russo – con buone probabilità degli Specnaz – inviati a dare manforte all’avanzata del generale Haftar: proprio colui che il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov avrebbe definito negli scorsi giorni come “Autorità adatta a contrastare in maniera energica il terrorismo in Libia”.

Unità speciali KSSO formate esclusivamente da specnaz e alfa

Unità speciali KSSO formate esclusivamente da Specnaz e Alfa

Anche se il Cremlino ha definito un eventuale intervento da parte della Russia negli affari libici ‘difficilmente possibile e per nulla consigliabile’, non possiamo non tornare con la memoria alla ‘eccezionale’ tappa fatta dall’intero gruppo da battaglia della portaerei russa Admiral Kuznetsov al largo della Libia dopo esser stata smobilitata dal vettore della costa siriana. La portaerei russa, che dopo due mesi di operazioni lanciante nei cieli della Siria – 420 sortite e 1252 obiettivi distrutti – faceva rotta per rientrare alla base Severomorsk – c’è chi sospetta più per problemi tecnici che per ragioni strategiche – raccolse proprio la visita del generale Haftar, quel sostenitore del ‘non riconosciuto’ governo di Tobruk evidentemente simpatico al Cremlino che, sempre secondo una dichiarazione rilasciata da Peskov – “ Mantiene i contatti con le persone che ritiene necessarie”. Chissà se la Libia si appresta, come già annunciato, ad essere la nuova Siria: dove i russi scelgono ancora una volta di appoggiare a tutto tondo il leader che uscirà vittorioso e gli ‘Alleati’ cincischiano. Oppure è solo un’impressione, e anche il Cremlino, come Francia, UK, USA e compagnia, ha mandato i suoi a fare quello che fanno tutte le altre forze speciali fanno ‘ufficialmente’: controllare cosa succede in città.