di Alessandra Schirò

Il nuovo anno è cominciato in un clima di tensioni politiche, violenze e attentati che hanno visto come protagonisti quattro continenti. Nel corso della storia diversi profeti hanno tracciato un’immagine del 2016 colma di oscurantismo, inimicizie, conflagrazioni mondiali e morte.  È il caso di Vangelia Pandeva Dimitrova, a molti nota come Baba Vanga. Nacque a Strumica, nell’odierna Macedonia, nel 1911 da una famiglia poverissima. A 12 anni perse la vista dopo essere stata colpita da un tornado. Rimase cieca per tutta la vita e avrebbe iniziato ad avere le prime visioni nei giorni seguenti. Secondo i suoi seguaci, Vanga era in grado di prevedere il futuro, e ai tempi dell’URSS la sua fama fu tale che anche i leader sovietici si servirono delle sue presunte doti paranormali per organizzare la propria carriera politica. Effettivamente le ragioni per accogliere le profezie della donna, morta vent’anni fa, erano fondate: riusciva incredibilmente a distinguere le date precise degli avvenimenti che vedeva nel futuro. Ancor più eclatante è il fatto che, ripercorrendo le profezie della sensitiva bulgara, ci si accorge del limitato margine d’errore, ridotto circa al 15%. Baba Vanga nel 1989 aveva predetto l’attentato alle Torri Gemelle di Ground Zero: “Orrore, orrore! La fratellanza americana cadrà dopo essere attaccata da uccelli d’acciaio. I lupi ululeranno nel cespuglio e scorrerà sangue innocente”. Il termine “fratellanza” starebbe a indicare le Torri Gemelle, gli “uccelli d’acciaio” verosimilmente rappresentano gli aerei, “cespuglio” tradotto in inglese diventa “bush”.

La “Nostradamus dei Balcani” nello scorso secolo nelle sue visioni aveva individuato persino la figura di Barack Obama: “Il quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti sarà afroamericano e sarà l’ultimo della loro storia”. Ciò che afferma la seconda coordinata resta da verificare, come le profezie riguardo l’inizio dell’occupazione del continente europeo da parte delle milizie jihadiste: “Nel 2016 l’Europa sarà occupata dai musulmani e cesserà di esistere come la conosciamo. L’invasione durerà lunghi anni, sterminando le popolazioni e lasciando il continente vuoto”. Inoltre la veggente prevedeva mutamenti astrali e climatici, secondo i quali il 2023 sarà l’anno in cui cambierà l’orbita della terra, nel 2033 i poli si scioglieranno e aumenterà notevolmente il livello delle acque, nel 2100 la Terra sarà illuminata 24 ore al giorno grazie al sole artificiale progettato dall’uomo. Per quanto possa sembrare una follia, l’ultima sentenza appare incredibilmente contemporanea se si pensa alla fusione nucleare. Nel 2014, infatti, ha avuto luogo “un esperimento durato meno di un miliardesimo di secondo e che ha richiesto l’uso di 192 laser ad alta energia – il sistema laser più grande e potente del mondo: un momento magico nel quale deuterio e trizio si sono fusi insieme, bruciando come accade sul Sole”, come riporta Tom’s Hardware, uno dei più importanti canali online del settore della tecnologia. Sempre secondo Baba Vanga, nel 2043 “l’Europa diventerà un Califfato e la nuova capitale sarà Roma. L’economia mondiale sarà soggetta alla legge islamica”.  


Altre profezie che vertono sul terrorismo islamico sono quelle della Madonna di Anguera. Da 27 anni ella appare, tre volte a settimana, a Pedro Régis, in Brasile, trasmettendo messaggi che riportano date precise ai fedeli. Il 18 marzo del 2013, pare che la Madonna di Anguera si sia espressa con le seguenti parole: “gli uomini seguaci del falso profeta marceranno con grande furia in direzione del tempio santo. Lì ci sarà grande distruzione. La Chiesa piangerà e si lamenterà. In questo giorno sarà visibile una eclissi lunare. I nemici agiranno il 23 marzo 2016 con grande furia. La morte sarà presente nella casa di Dio. I nemici arriveranno dalla Via Appia. Sappiate che il Signore farà di tutto per salvarvi. So che avete la libertà, ma non dimenticate che prima e sopra di tutto dovete fare la volontà di Dio”. Quanto rivelato da questo messaggio sembra di fatto preannunciare che l’Isis attaccherà Roma il 23 marzo 2016. I “seguaci del falso profeta”, infatti, potrebbero essere identificati con i ribelli che si rimettono alla volontà di Abū Bakr al-Baghdādī e al Califfato, infangando la fede islamica; mentre la Via Appia e la casa di Dio sono dei chiari riferimenti alla città di Roma e al Vaticano.

Anche Nostradamus, profeta francese del XVI secolo, eclettico e indecifrabile, potrebbe aver detto la sua riguardo l’attuale minaccia mondiale rappresentata dai terroristi islamici: “Imprese d’assassinii, enormi adulterii, Grande nemico di tutto il genere umano, Che sarà peggio di avi, zii e padri, Nel ferro, fuoco, acque, sanguinario e inumano.” (Centuria X, quartina 10). In questo caso non sono possibili interpretazioni concrete, nemmeno una collocazione precisa nel tempo è auspicabile. Sicuramente dopo i fatti di Parigi, Colonia, i vari disastri aerei e la corsa alle armi in ben quattro continenti, la fantasia  di molti potrebbe trovare la rivelazione del messaggio di Nostradamus nelle catastrofi che attraversano l’intera umanità dal 2014.