Il Mukhabarat siriano possiede veramente una registrazione audio che inchioda gli americani riguardo il bombardamento avvenuto il 17 settembre? Secondo l’agenzia d’informazione russa Sputnik News (direttamente controllata dal governo), l’Intelligence siriana sarebbe in possesso di una registrazione – evidentemente frutto di intercettazione – che riporterebbe una ‘conversazione’ tra militari USA e militanti di Daesh avvenuta poco prima del raid aereo condotto dalla Coalizione Internazionale su Deir ez-Zor la notte del 17 settembre. L’attacco, condotto da cacciabombardieri americani, australiani, britannici e danesi, aveva colpito per ‘errore’ le truppe governative siriane causando 62 morti e un centinaio di feriti ed era stato immediatamente denunciato dal Cremlino. 

Il Pentagono aveva altrettanto immediatamente giustificato l’accaduto catalogandolo come un ‘errore di target’ della missione – che è stata comunque effettuata durante il cessate il fuoco – affermando che l’obiettivo del raid erano le posizioni di Daesh. La formazione avrebbe visto coinvolti apparecchi dalla U.S.A.F (nessuna nota ufficiale diffusa), RAF (nessuna nota ufficiale diffusa), RAAF (nota ufficiale diffusa senza specifica di quale tipo di apparecchi coinvolti e funzione) e Flyvevåbnet (Royal Danish Air Force, nota ufficiale confermante l’impiego di 2 caccia multiruolo F-16 Fighting Falcon nell’attacco interrotto dopo la segnalazione di errore di ‘target’ da parte russa).

Ciò che ha acceso maggiormente il dibattito è stato il presunto avvistamento durante l’azione di cacciabombardieri identificati come A-10 Thunderbolt II: aerei d’attacco al suolo USA che operano ad un’altitudine inferiore e abitualmente utilizzano armi differenti dalle bombe ‘intelligenti’, teleguidate o laser-guidate, che vengono giornalmente impiegate da tutti i jet della coalizione per inficiare il rischio del fuoco antiaereo. Se questa possa essere la conferma di un’occulto interesse da parte del governo di Washington nel voler inficiare le difese dell’esercito regolare siriano nell’area a favore dell’ISIS – come hanno cercato di dimostrare più o meno velatamente i russi – oppure un errore in buona fede, lo potrà svelare solo la diffusione di questa ‘registrazione’ lì dove ne venisse anche certificata l’autenticità.

Il gioco di rimpiattino tra USA e Russia su chi siano veramente i ‘buoni’ e chi siano i ‘cattivi’ nel teatro siriano è una replica che continua ad andare in scena da quando il presidente siriano Bashar al-Assad ha richiesto ufficialmente l’intervento del Cremlino, che, intervenuto in funzione anti-ISIS, viene regolarmente denunciato dalla NATO per prediligere tra i suoi ‘terget/obiettivi’ principalmente le posizioni dei ‘ribelli moderati’ (tra l’altro notoriamente soggetti ai programmi di addestramento della CIA), alleati non coordinati della guerra all’ISIS ma fondamentalmente scomodi ad Assad. Sarà dunque  interessante rivedere le posizioni del Pentagono lì dove questa ‘registrazione’ esista d’avvero, ma per adesso è meglio attendere la conferma del Mod del Cremlino tenendo a bada le congetture.