Dopo la polemica interna al Front National, accompagnata dalle accuse di finanziamenti illeciti, il partito cerca di ricompattarsi in vista delle elezioni regionali. Lo scorso 13 aprile, intervistato da Le Figaro, Jean-Marie Le Pen aveva dichiarato l’intenzione di ritirare la candidatura per le elezioni in Provenza-Alpi-Costa Azzurra (Paca), territorio su cui il Fn gioca una partita importante. «Se devo sacrificarmi per l’avvenire del movimento – ha detto – non sarò io colui che causerà danni». E come compromesso tra la corrente vicina alla figlia Marine, che spinge per la diabolisation, e la vecchia guardia, meno propensa ai cambiamenti drastici all’interno del Front, propone come candidata Marion Maréchal-Le Pen, sua nipote prediletta: «Se lei accetta, penso che sarà una capolista molto efficace. Certamente la migliore, non dico “dopo di me”, ma insomma…».

Il patriarca fa dunque un passo indietro, ma non lascia il partito nelle mani della corrente avversaria. La scorsa settimana il vicepresidente del Fn, Florian Philippot, aveva parlato di «rottura politica totale e definitiva con Jean-Marie Le Pen», mentre la stessa Marine, riguardo al padre, aveva parlato di «strategia della terra bruciata e del suicidio politico». Il ritiro non avrebbe solo motivazioni politiche, ma potrebbe riguardare lo stato di salute del presidente onorario. Jean-Marie sarebbe infatti ricoverato in ospedale a Parigi e sottoposto a diversi esami – avrebbe un piccolo problema cardiaco, come lui stesso ha comunicato ai media.

La conduzione della partita per la macroregione Paca passa in mano a Marion Le Pen, con l’approvazione di Marine. 25 anni, viso angelico e capelli biondi, la nipote del fondatore siede dal 2012 (unica del Fn) tra i banchi dell’Assemblea nazionale francese. Eletta con il maggior numero di voti al Comitato del partito, è anche la più giovane deputata della storia della Francia. Più il clima tra Jean-Marie e Marine si fa teso, non solo per calcoli elettorali ma anche per posizioni politiche, più il nome di Marion si fa presente. Contrapposta a Philippot – il cui statalismo anti-euro procura al Fn i voti del nord del Paese, più povero – Marion è esponente della corrente più intransigente del partito. Cattolica, da sempre contro l’istituzionalizzazione delle unioni omosessuali, ha una linea anti-immigrazionista e identitaria che piace alla destra radicale e all’elettorato del sud, di cui la classe media – artigiani e commercianti – costituisce una grossa parte. Per ora la giovane candidata sembra la scelta perfetta per ricompattare il partito e mettere da parte una figura scomoda come quella di Jean-Marie.