Siamo alle solite. E per solite intendiamo il riaffiorare di ricordi come quello del bombardamento dell’ospedale di Kunduz, è giusto fermarsi, analizzare la situazione e puntare il dito contro chi di dovere. Ieri il ministero della Difesa russa ha rilasciato un comunicato nel quale viene confermato che “due Air-Force A-10 Thunderbolt II hanno bombardato la città siriana di Aleppo, colpendo 9 obiettivi.” Poche ore dopo arriva l’accusa da parte del Pentagono: aerei russi avrebbero colpito due ospedali ad Aleppo. Qualcosa non torna. Da una parte ascoltiamo le parole del portavoce del ministero della Difesa russa, Igor Konashenkov: “Ieri mattina due caccia bombardieri statunitensi sono entrati nello spazio aereo siriano passando dalla Turchia, si sono diretti verso Aleppo e lì hanno bombardato i loro obiettivi.” Dall’altra quelle del portavoce del Pentagono, il Colonnello Steven Warren, che subito di rimando ha pensato bene di comunicare: “Caccia dell’aviazione russa hanno colpito due ospedali ad Aleppo.” E’ così cominciato un botta e risposta a distanza tra i due spokesman delle superpotenze che si stanno confrontando in Siria. Secondo Konashenkov l’accusa americana non regge. “Warren non ha menzionato le coordinate dei presunti ospedali rasi al suolo, non l’ora dei bombardamenti, nè prove fondate che confermino le sue affermazioni.” Il portavoce russo ha poi continuato il suo comunicato confermando che nessun aereo da combattimento del Cremlino fosse presente nella zona abitativa in questione: “L’obiettivo più vicino colpito questo mercoledì si trova a 20km da Aleppo.” La risposta di qualche ora dopo pronunciata da Warren a questo punto sembra essere disturbata da un fastidioso sottofondo musicale di unghie che disperatamente scivolano su uno specchio. Secondo il portavoce del Pentagono “i russi hanno distrutto due dei più grandi ospedali di Aleppo, lasciando così più di 50.000 siriani senza assistenza sanitaria.”

Pronta la ribattuta di Konashenkov che, con lo stesso pragmatismo che contraddistingue l’attuale politica e dialettica del Cremlino, arriva al dunque e spiazza per veridicità. Niente di assurdo nella sua dichiarazione, solo molta verità. E che c’è che spiazza maggiormente della verità, oggi, in politica, e nella politica di oggi più che mai? Il portavoce della Difesa ha ricordato episodi come il bombardamento dell’ospedale di Medici Senza Frontiere di Kunduz, in Afghanistan, e i bombardamenti statunitensi contro l’esercito iracheno a Fallujah. “Quello che fanno gli americani – dice Konashenkov – è muovere continue e infondate accuse nei nostri confronti, nel tentativo di spostare l’attenzione su di noi.” Konashenkov ha colto l’occasione per lamentare il lavoro contro-producente e logorante dei media occidentali, arrivando a dire che “secondo loro le città non controllate dalle Forze Governative Siriane sono piene di gente pacifica e di attivisti per i diritti umani.” Per non parlare delle immagini delle rovine della città di Aleppo mostrate come accusa nei confronti dei russi; la città era stata devastata molto prima che le forze aeree russe fossero ingaggiate in Siria. Mentre gli americani continuano a lanciare sassi e a nascondere mani –indicando con l’altra il vicino, tra l’altro – l’aeronautica russa solo tra il 4 e l’11 febbraio ha compiuto più di 500 missioni, distruggendo circa 1.900 obiettivi dell’IS. Infine, quando a Konashenkov viene chiesto un parere riguardo le accuse mosse dagli americani, quello che rappresentano, che potrebbero comportare, risponde: “Nothing. Absolutely nothing.”