Quello che è successo negli USA qualche giorno fa è degno di attenzione. Non certo però per scrivere inutili righe sulla ‘povera’ New York ferita e attaccata dall’interno della sua bolla di cristallo. Perché – diciamocelo – dopo aver stracciato il cessate il fuoco, raggiunto solo una settimana fa, bombardando i soldati siriani di Bashar al-Assad di istanza a Deir ez-Zor uccidendone più di 100, gli americani non fanno pena a nessuno.

Non che il popolo statunitense sia colpevole della ‘foreign policy’ adottata dai suoi governanti, ma quello che è successo in America è nulla rispetto ciò che accade ogni giorno in Medio Oriente a causa del governo americano. Come accennato, lo scandalo giace nel modo in cui i media hanno raccontato ciò che stava accadendo nei pressi di New York. Per contestualizzare con un breve riepilogo: il 17 settembre alle 20 e 30 locali esplode un ordigno a New York nel quartiere di Chelsea, più precisamente tra la 135 West e la 23esima strada. Parte subito l’allarme, ma i telegiornali parlano dell’opera di violenza di uno ‘squilibrato’. Ora, l’America non è certo nuova a squinternati che sparano all’impazzata dentro una scuola o per strada: ma perché legare all’opera di uno ‘squilibrato’ un ordigno esplosivo costruito con pentole a pressione che ha ferito 39 persone? Lo stampo terroristico era chiaro fin da subito. Nonostante ciò a New York viene deciso di non schierare le forze della polizia in gran numero: in strada i newyorkesi vedono solo qualche poliziotto, niente di più. Non vogliono che si sentano sotto attacco; non vogliono che la loro paura li avvicini a Trump. Poco dopo arriva la notizia del ritrovamento di altri cinque ordigni inesplosi, tra cui uno a Manhattan sulla 27esima strada e i restanti a Elizabeth nel New Jersey, che vengono subito fatti brillare. I media cominciano a parlare di una non ben definita ‘cellula’ che potrebbe essere attiva sul territorio americano.

Ora, sembra alquanto anacronistico non parlare subito di una cellula terroristica. Ma chi volete siano stati, i comunisti? Alla fine viene riportata la notizia di uno scontro a fuoco tra le forze dell’ordine americane e un 28enne afghano naturalizzato americano di nome Ahmad Khan Rahami. Si trovava a Elizabeth, città del New Jersey dove viveva e dove erano stati trovati gli altri ordigni inesplosi. Dopo averlo ferito ad una gamba e ad un braccio e dopo averlo trasportato in ospedale le forze di polizia statunitensi confermano il loro timore: “Tra la bomba di New York e gli esplosivi ritrovati in New Jersey c’è un collegamento. Crediamo che sia l’opera di una cellula terroristica che potrebbe essere attiva sul territorio americano”, recita il comunicato del Dipartimento di Sicurezza degli Stati Uniti. E’ una vergogna che nel Paese al mondo più fiero dei propri valori liberal-liberisti – tanto da far venire la fregola agli americani di ‘esportare la democrazia’ e il loro ‘modello’ in giro per il pianeta – abbiano fatto di tutto per non dare importanza agli attentati di New York e vicinanze.

Tutto per evitare che si alimentassero sentimenti favorevoli a Donald Trump, considerato un sub-umano senza valori. Tutto per favorire Hillary Clinton, vista dai più come ‘il male minore’, e che invece è una Dea della Guerra. E’ questa quindi l’informazione che si devono aspettare i cittadini dei cosiddetti sistemi democratici? Se le elezioni presidenziali non fossero state alle porte, la notizia degli esplosivi avrebbe avuto una eco molto, molto maggiore. Stiamo parlando di ordigni piazzati in due città americane mentre a New York si stavano incontrando tutti i leader mondiali delle Nazioni Unite. Anche in Italia la notizia di esplosivi piazzati in più città americane è stata d’apertura solo per l’edizione dell’ora di pranzo. All’ora di cena i Tg già davano la notizia dopo le solite ammorbanti dichiarazioni del Papa e dopo aver mostrato qualche frame di quell’arrogantello di Renzi intento a godersi i complimenti di Kerry. C’è una differenza però: i media americani si sono dimostrati schiavi del mainstream, i nostri semplicemente incapaci e inadatti al mestiere del giornalismo; non solo non in grado di presentare una visione critica e oggettiva, ma perfino inabili alla semplice cronaca.