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Cosa succede a Mosul? Succede che una coalizione a guida irachena e appoggiata dai curdi, sta provando a scacciare gli jihadisti da questa importante città divenuta nel 2014, con tutti gli orrori e le atrocità del caso, una delle roccaforti del “califfato” che si estende a cavallo tra Siria e Iraq. L’avanzata è benedetta e sostenuta dagli americani. Perché? Forse, dato per perso l’Iraq, aiutano a scacciare i terroristi da lì per mandarli verso Est, ad Aleppo, dove invece la battaglia è cruciale, cruenta e importantissima, tanto da determinare il futuro della Siria a cui Washington tiene molto. Fantasie? Per non saper né leggere né scrivere, gli iracheni stanno sbarrando la via di fuga verso il paese guidato da Assad. Un’altra ipotesi, è che dietro al sostegno a stelle e strisce vi sia lo storico, forte legame coi Curdi; un legame che potrebbe portare, complice un probabile, imminente abbandono degli attuali confini esistenti del Medio Oriente, a dar vita ad un’identità statale curdaproprio nell’area limitrofa a Mosul – orchestrata da Washington. Questo sostegno crea, da sempre, tensioni interne alla Nato, con la Turchia che continua a bombardare i Curdi considerandoli “primo nemico”. I conti definitivi si faranno al termine del conflitto.

L’armata Brancaleone fa fatica ad avanzare

Ciò che conta, è che per liberare Mosul si sia finalmente trovata la volontà comune. Questa, si manifesta anche tramite i massicci bombardamenti necessari per spezzare la resistenza dei terroristi all’interno della città. Ma questi ultimi, come altrove, soprattutto ad Aleppo, non mollano facilmente e anzi, vendono cara la pelle. Quella loro, ovviamente. Perché quella degli altri vale meno di zero e può essere benissimo venduta per due soldi e usata a proprio piacimento. Ecco spiegati i numerosi, odiosi casi di scudi umani di cui si è parlato in questi giorni a Mosul: all’arrivo degli aerei, i terroristi ammassano la popolazione inerme sui tetti per dissuadere dal bombardare. Questo ferma gli americani? Ovviamente no; e, duole dirlo, guai se accadesse. Ma dovrebbe far aprire gli occhi su ciò che accade ad Aleppo.

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Convoglio Curdo si dirige verso il fronte, Khazer, a 30 km a est di Mosul Bram Janssen/AP

L’indignazione scatenata intorno alla città siriana da media di regime e da politicanti ipocriti e colpevoli di un indiretto sostegno allo stato islamico, copre la stessa, identica, sporca realtà. Solo che, se ad Aleppo sono i russi ad uccidere, per sbaglio, dei poveri disgraziati usati come scudi umani, si parla di “strage di civili”; mentre se a Mosul sono gli americani a farlo, è colpa della perfidia dei tagliagole. Nel primo caso, bisogna fermarsi e attuare una tregua, per sanzionare ancora la Russia. Nel secondo, tale è l’atrocità e l’infamia di una simile mossa che bisogna anzi aumentare gli attacchi per mettere fine il prima possibile a questa tragediaMentre nessuno ci dice a voce alta che i terroristi che occupano Mosul sono gli stessi, identici che da anni occupano Aleppo tenendo in ostaggio 250.000 civili; mentre nessuno ci dice che il modus operandi dei jihadisti a Mosul è lo stesso identico di Aleppo e degli altri territori sotto il tetro potere di al-Baghdadi; mentre nessuno ci dice che il male minore è spazzare via il prima possibile dalla faccia della terra gli islamisti, anche al costo della morte di alcuni innocenti, l’Occidente a guida americana dimostra, per biechi interessi, di voler continuare a combattere il mostro islamista con una mano e di volerlo coccolare con l’altra.