La Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia a risarcire l’ex predicatore islamista egiziano Abu Omar con 85 mila euro, sostenendo che le autorità italiane vennero coinvolte nell’extraordinary rendition con la quale l’uomo venne prelevato a Milano da agenti della CIA per essere poi trasferito in Egitto dove venne imprigionato e torturato in carcere. Ma chi era veramente Hassan Mustafa Osama Nasr “Abu Omar”? Islamista legato al gruppo terrorista Gamaa al-Islamiyya, era già finito nelle carceri egiziane negli anni ’80 prima di fuggire in un campo di addestramento pakistano per mujahideen impegnati contro i sovietici in Afghanistan. Secondo alcune rivelazioni di Christopher Deliso, negli anni ’90 Abu Omar ricompariva nei Balcani, precisamente in Albania dove veniva assunto dalla HRCA (Human Relief and Construction Agency). Nulla di nuovo, è noto che in quegli anni diversi islamisti venivano assunti da ONG islamiche per presunte attività umanitarie, basti pensare a Mohamed Zawahiri, fratello dell’attuale capo di al-Qaeda, all’epoca a lavoro nei Balcani per la IIRO (International Islamic Relief Organization). Dopo gli accordi di Dayton, con la fine della guerra di Bosnia, gli Stati Uniti e l’Egitto temevano che il flusso di mujahideen arrivati nei Balcani per supportare i musulmani bosniaci contro i serbi potessero portare a una deriva radicale, in particolare in Albania.

Secondo quanto scritto da Deliso, Washington fece pressione sull’intelligence di Tirana (SHIK) affinchè trovasse alcuni islamisti da “convertire” in informatori. Tra questi risultava anche Abu Omar, individuato a causa di un veicolo della HRCA registrato a suo nome. Il 27 agosto 1995 Abu Omar veniva prelevato da agenti albanesi a Tirana e dopo una settimana di detenzione accettava di collaborare con lo SHIK e quindi indirettamente con la CIA, che otteneva informazioni preziose sull’attività degli islamisti radicali in Albania. Pochissimo tempo dopo però Abu Omar lasciava l’Albania, presumibilmente per la Turchia e la Romania, dove non riusciva però ad ottenere asilo. Successivamente il predicatore si recava in Germania dove non aveva però modo di ottenere l’asilo anche per sua moglie e nel 1997 arrivava a Milano dove iniziava a predicare all’interno di alcune moschee del capoluogo lombardo, attirando l’attenzione delle autorità italiane e conseguentemente della CIA. Il resto della storia lo conosciamo. 1 2

 

 

2 Chris Delio, The Coming Balkan Caliphate, Chapter 2