Tutti quanti sapevano. Delle convinzioni politiche, del carattere sanguigno, della verve polemica. Paolo Di Canio non ha mai nascosto nulla perché in fondo non aveva nulla da nascondere. E nella sua vita da professionista ha fatto quello che pochi hanno avuto il coraggio di fare: manifestare un pensiero extra-sportivo sul campo, spingere l’arbitro fino a farlo cadere per terra, fermare un’azione da gol con le mani perché un giocatore avversario è a terra dolorante. Da giornalista, in questa breve esperienza a Sky, ha detto durante le gare e nei post-partita quello che gli altri commentatori, tutti composti e attenti a non sconfinare nella scorrettezza, hanno preferito omettere. Da calciatore era nemico delle società sportive e amico di tutti i tifosi, da giornalista è stato avversario di calciatori e allenatori per rimanere fedele ai telespettatori.

E’ vero, i tatuaggi in mondovisione sono difficilmente tollerabili perché violano un principio sacro: la decenza comune. Ma qui è diverso, Paolo Di Canio era dietro le quinte in una diretta Facebook. Si può non condividere la scritta “Dux” stampata sulla sua pelle, ma con quale coraggio Jacques Raynaud, executive vice president Sky Sport & Sky Media, (solo il nome fa venire i brividi), usa questa vicenda per sospendere/licenziare uno dei commentatori più preparati e amati dal pubblico italiano?

The show must go on, tra benpensanti e ominicchi, pronti a voltare le spalle ad un collega pur di tutelare la propria poltrona. Già si intravedono i vari Costacurta, Leotta, Bergomi, Caressa salutare “commossi” Paolo Di Canio mentre lascia la redazione. Una pacca sulla spalla, un po’ di nascosto, per non turbare Murdoch. Guai a contestare il capo. Meglio starsene in silenzio e continuare a fare giornalismo come lo si è sempre fatto: con connivenza. Federico Buffa, Paolo Condò e Daniele Adani sono un eccezione nel salotto di Sky dove la meta-narrazione calcistica è stata sostituita dall’arte di leccare il culo a dirigenti sportivi, manager, agenti, allenatori e calciatori pur di raccogliere informazioni e riempire di contenuti i palinsesti.