Viene colpita nuovamente la Francia, questa volta la città di Rouen. A pagare con la vita è stato un prete cattolico. Sulla lama insanguinata c’è ancora stampato il marchio di Daesh, un’organizzazione che dopo un anno e mezzo continua a bazzicare liberamente in Siraq perché da parte delle cancellerie occidentali non c’è mai stata la volontà politica di sconfiggerla. Anzi, storicamente queste hanno fatto di tutto per accrescere il suo peso geopolitico (combattendo il governo siriano di Assad) ed ingrassare il suo esercito (tra foreign fighters, commercio di armi e petrolio). Ora però che è stato colpito un simbolo della cristianità, improvvisamente, insorgono i “difensori della civiltà” contro l’orda barbarica sedicente islamica.

E’ curioso come lorsignori impugnino la croce solo adesso, paradossalmente proprio in Francia e difesa della “Francia cattolica” che cattolica non lo è più da un pezzo. Ma quale “fille ainée de l’Eglise” (figlia maggiore della Chiesa). Oltralpe la comunità cristiana è una minoranza da più di due secoli. Questi nostalgici di Lepanto dovrebbero leggersi Maurras e Sorel. Piuttosto che percorrere il sentiero intellettuale più difficile, quello anti-illuminista, preferiscono la scorciatoia   pigliatutto condita di slogan come “islamizzazione dell’Europa”, “Eurabia”, “invasione islamica”, “crociata al contrario”, bla bla bla.

Bene, ora da cristiani non dobbiamo dare retta ai nuovi crociati che vogliono mandarci al camposanto contro il mondo islamico. E’ vero, oggi è stato sgozzato Padre Jacques Hamel mentre celebrava l’eucaristia, ma non dimentichiamoci che proprio ieri, nel silenzio più totale, a Kabul sono morte 80 persone di religione sciita mentre qualche settimana fa c’è stata una strage di sunniti a Baghdad. Il terrorismo, al pari del laicismo, rifiuta il Sacro in tutte le sue forme. E, tra di noi, ricordiamocelo sempre: la teoria dello scontro di civiltà oltre ad essere un falso storico rappresenta una trappola mortifera. Chi scade in questa retorica di basso livello diventa un perfetto idiota utile dell’occidentalismo. Che nel frattempo già prepara un’alta guerra dall’altra parte del Mediterraneo dove ancora molti eserciti prevalentemente musulmani difendono la libertà religiosa delle comunità cristiane di Oriente. 

Articolo pubblicato anche su Il Giornale