Articolo pubblicato in esclusiva su Il Giornale

“È un accordo di portata storica. Il fatto che sia avvenuto con il benestare dell’America nonostante le dichiarazioni rabbiose di Israele, vuol dire che anch’essa vuole dare una svolta alla sua politica estera in Medio Oriente. Non sempre gli Stati Uniti ragionano in maniera monolitica, lo abbiamo potuto verificare con la crisi siriana, c’è una parte che rema in una direzione, e un’altra parte legata ad alcune lobby che invece va dall’altra parte. Così è avvenuto anche per l’accordo sul nucleare”. Così Federico Capnist, giornalista del quotidiano onlineL’Intellettuale Dissidente, ha commentato ai microfoni di IRIB, la radio in lingua italiana della Repubblica Islamica d’Iran, l’intesa di Vienna sul nucleare (qui il testo completo firmato nella capitale austriaca).

E mentre a Teheran gli abitanti festeggiavano la fine delle sanzioni, a Tel Aviv le cose sono andate diversamente. “Il 14 luglio 2015 – ha scritto su Twitter il ministro israeliano Naftali Bennett, leader del partito suprematista Focolare Ebraico – è nata una superpotenza terroristica nucleare”. Il primo ministro Benjamin Netanyahu invece, che aveva fatto del blocco del nucleare iraniano uno slogan politico ed elettorale fino a farla diventare una questione esistenziale personale, ha qualificato l’intesa come “errore storico” che permetterà al governo degli Ayatollah “di continuare le aggressioni in questa regione e nel mondo”. Superpotenza terroristica? E le milizie sciite dell’Iran che raggiungono l’Hezbollah libanese per combattere al fianco dell’esercito in Siria contro l’Isis per la pace nel Medio Oriente può essere qualificato come “terrorismo internazionale”? E di quali aggressioni parla Bibi? Il corso degli eventi negli ultimi due millenni racconta tutt’altro.

La Persia, divenuta “Iran” sotto la dinastia Pahlavi, può essere considerata storicamente come una nazione conquistata anziché conquistatrice. Nel 334 a.c Alessandro il Grande invase l’Impero Alchemenide; nell’epoca maomettana gli arabo-musulmani sostituirono lo zoroastrismo, antica religione dei persiani, con l’Islam; nel Medioevo i turchi conquistarono in un primo momento la Persia annettendola all’Impero Ottomano, fino a quando arrivarono da Oriente i mongoli governati da Gengis Khan; ed infine dopo la seconda guerra mondiale giunsero gli anglo-americani che si appropriarono delle materie prime dopo un colpo di Stato organizzato dai servizi segreti ai danni del primo ministro nazionalista Mohammad Mossadeq.

Eppure da quando la nazione iraniana ha ripreso per mano il suo destino legittimando la rivoluzione islamica svoltasi nel 1979, viene dipinta dalla propaganda occidentale e israeliana (principalmente dagli organi di informazione statunitensi e dai suoi agenti di destabilizzazione come Amnesty International o altre ONG) come una potenziale minaccia per mondo intero. L’Iran, che da una ventina d’anni, si è dotato ufficialmente a scopi civili, di centrali nucleari con tecnologia principalmente fornita dalla Russia con lo scopo di ridurre la sua dipendenza dal petrolio, viene accusato di nascondere un tentativo di costruzione di armi nucleari. Infatti nel documento firmato a Vienna dal ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif c’è l’obbligo di dimostrare la natura pacifica del suo programma.

Ma anche se fosse il contrario? Israele, alleato storico degli Stati Uniti, non possiede la bomba nucleare pur non avendo firmato i Trattati internazionali di non proliferazione? Il territorio iraniano non è in fondo accerchiato da basi militari ed aeree statunitensi (in Iraq, Turchia, Afghanistan e Pakistan)? E le pressioni delle petro-monarchie sunnite come Arabia Saudita e Qatar, anch’esse alleate dell’Occidente, che da decenni combattono la religione sciita finanziando gruppi fondamentalisti, Isis compreso, in tutta la regione arabo-musulmana e persiana? Non può essere invece considerata legittima difesa quella di un Paese che storicamente appunto ha sempre dovuto liberarsi delle occupazioni straniere senza aver mai avuto mire espansionistiche a differenza dei suoi nemici?