Se un giorno le nuove generazioni – i nostri figli – ci chiederanno un breve racconto della Seconda Repubblica, sempre che la Prima sia davvero finita con Mani Pulite, gli daremo in mano una biografia di Silvio Berlusconi e un quadretto perfettamente intitolabile “l’Abc di Mario Monti” (foto). Il Berlusconismo è stato da una parte la rovina dell’Italia, se si considera che in diciotto anni di governo i cardini della sua politica sono stati la mercificazione onnipresente e la rivoluzione liberista in continuità con il triste patrimonio progettato ad arte da Romano Prodi. E dall’altra, “il minore dei mali” se si pensa che all’opposizione c’era, come c’è tuttora, una sinistra di tipo “fabiano”, ideologicamente incompatibile con il socialismo reale ideato da Pierre Joseph Proudhon, una sinistra ancora più liberista della sedicente “destra”, e infine, una sinistra “idiota utile” del Capitale, e del capitalismo tanto criticato da Karl Marx (tra l’altro padre spirituale di questi demo-borghesi prima che il Partito Comunista Italiano si trasformasse in Partito Democratico di Sinistra all’indomani “dell’epopea” dipietrista).

Ma Silvio Berlusconi è ormai un capitolo chiuso della Seconda Repubblica italiana. C’è chi come Sallusti disse che a scrivere il copione fu la “culona tedesca” proprio perché ai vertici dell’Ue il Cav. si comportava come un bambino immaturo e poco obbediente, chi invece ha sospettato che dietro la sua uscita di scena ci fosse la mano invisibile (e non solo quella di Adamo Smith) della finanza anglo-americana, proprio perché l’ex premier parlava troppo, oltre che con le persone sbagliate. Tra queste Vladimir Putin e Muammar Gheddafi. La transizione fu puntuale, rapida, secca. Come se si sapesse già da tempo che il Cavaliere non avrebbe terminato la legislatura. Sorgeva il nome di Mario Monti, l’uomo venuto dal nulla, colui che alla Goldman Sachs – la potente banca d’affari americana che ha speculato su tutti i titoli di Stato europei – era International Advisor dal 2005.

E allora c’è da chiedersi quanto vale questo governo. Sono forse gli anni più bui della nostra Repubblica. Bui per abuso della democrazia, bui per illegittimità presidenziale, bui per sudditanza ai poteri forti. Povera patria, amava chiamarla Battiato nelle sue canzoni, povera patria vogliamo chiamarla noi, lacerata dall’austerità, dalla regressione economica e dallo schiavismo alle ricette liberiste della Troika (Ue, Bce, Fmi). La foto pubblicata da Pierferdinando Casini su Twitter qualche settimana fa è il riflesso di un sistema politico in panne, di una Seconda Repubblica da rottamare. È il potentato dell’Abc – Alfano, Bersani e Casini -, prossimo a scontrarsi, per finta, alle legislative. Uno vale l’altro. Tutti europeisti, tutti alfieri del mondialismo e del libero mercato, tutti anti-italiani. Ridateci la nostra sovranità. Popolare e Nazionale.