Non è vero che la democrazia è meno repressiva dei regimi totalitari. Il “manganello democratico” ti colpisce con la stessa violenza, soltanto che ad impugnarlo è una mano d’acciaio in un guanto di velluto. Prima di passare alle maniere forti, i cani da guardia del Potere ti perseguitano fiscalmente, giuridicamente e mediaticamente rendendoti impotente davanti alla loro macchina del fango. L’esempio di Beppe Grillo è, ad un anno dalle elezioni politiche, emblematico. Dopo l’infinita campagna mediatica (il più delle volte diffamatoria) nei confronti del Movimento 5 Stelle da parte dei giornali di regime (dall’Unità al Foglio passando per Il Manifesto, La Repubblica, Il Messaggero e Il Corriere della Sera), adesso è il portavoce genovese a finire – con la complicità della classe politica – nel mirino del potere giudiziario.

La Procura di Torino ha infatti chiesto di condannare a nove mesi di reclusione Beppe Grillo al termine di un processo legato a una delle tante dimostrazioni dei No Tav in Val di Susa. Il reato? la violazione di sigilli per un episodio legato alla costruzione di una baita nel 2010 dove si era svolto il presidio. Ma questa accusa non è nulla in confronto a quella avviata dalla Procura di Genova (che per ora ha solo aperto un fascicolo) dopo la denuncia di Fausto Raciti, deputato e coordinatore dei giovani del Partito Democratico. Il reato? Sulla base dell’articolo 266 del codice penale, il leader del M5S  avrebbe istigato i militari a disobbedire le leggi dopo una lettera diffusa il 10 dicembre del 2013 durante il sollevamento dei Forconi che invitava le forze dell’ordine a schierarsi dalla parte dei manifestanti.

Schermata 2014-02-10 a 11.11.36Il cane da guardia Fausto Raciti scriveva sul suo profilo di Facebook: “Grillo deve misurare le parole e gli atti, cioè imparare le regole della democrazia”. O chini il capo oppure il “manganello democratico” te lo farà chinare. I padri dell’anticapitalismo sognavano il ribaltamento dell’ordine costituito, il Partito Democratico invece si è trasformato in una forza ultra-conservatrice. Non è un caso infatti che Matteo Renzi abbia utilizzato il termine “rottamare” durante le primarie: proporsi quindi come nuova forza di sostituzione e perfettamente interscambiabile all’interno del sistema dominante.

Massimo Fini scriveva magistralmente: “tutti i regimi cadono quando esercito e Polizia smettono di difendere il potere considerato legittimo fino ad allora”. Esattamente come avvenne recentemente nei sollevamenti in Tunisia: l’immolazione di Mohamed Bouazizi, giovane venditore di frutta, la rivolta della città di Sidi Bouzid, i presidi a Tunisi in “Viale Bourguiba”, la difesa dei palazzi governativi con filo spinato e carri armati, gli scioperi, gli scontri, i feriti, i morti ed infine, la resa di Ben Ali fuggito in Arabia Saudita dopo la famosa stretta di mano tra i militari e i rivoltosi.

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