Manager presi a pugni dalla realtà. Prima l’orgoglio pugliese contro Flavio Briatore, ora il “no” alle olimpiadi del sindaco di Roma Virginia Raggi che ha fatto infuriare Giovanni Malagò e Luca Cordero di Montezemolo. Questi imprenditori italiani, malati di provincialismo, pieni di complessi d’inferiorità, sembrano disposti a tutto pur di mettere piede nei salotti internazionali dello show business. E’ finita l’era del cummenda del Nord o del generone romano, maschere italiane di un capitalismo borghese e non finanziario, che pur costruendo la propria immagine nei salotti dell’alta società rimanevano attaccati al territorio. L’interesse individuale era per lo meno ancorato a quello generale, della comunità.

Sono cambiati i tempi. I giovani manager rampanti vogliono diventare squali. Non si accontentano più di finire su Dagospia, ora vogliono conquistare le prime pagine di tabloid britannici e quotidiani americani. Non vogliono più far parlare di sé nei circoli locali, al Billionaire o al Canottieri Aniene, ma pretendono un invito in quelli globali, dove lo “star system” conta davvero. Sono cambiate le mentalità. Per Flavio Briatore la Puglia non è adatta ai “ricchi”: “avete solo natura e musei, ma i ricchi vogliono lusso e divertimento”, perché “masserie e casette, villaggi turistici, hotel a due e tre stelle vanno bene per chi vuole spendere poco ma non porteranno qui chi ha molto denaro”. Per la coppia Malagò-Montezemolo invece le Olimpiadi erano sì, un’opportunità per gli affari, ma soprattutto rappresentavano il biglietto da visita per accreditarsi all’estero.

“La Puglia è meta di un turismo davvero elitario”, ha commentato Renzo Arbore, pugliese di Foggia, della serie: le tue serate trash fattele a Montecarlo e Dubai. Virginia Raggi invece è stata molto più chiara: prima i romani, i vostri successi non ve li costruite, col cemento, sulla pelle dei cittadini. Un vero e proprio schiaffo allo snobismo cosmopolita di questi manager con una visione turistica del mondo. Perché dietro alla retorica patriottarda (“Roma rinascerà”, “le olimpiadi sono un palcoscenico mondiale per l’Italia”, ecc.) si nasconde il disprezzo totale per il Paese. Il capitalismo è morto, questi sono cialtroni che vogliono costruirsi una dinastia. Per mondanità.