Il quadro emerso dalle testimonianze mostra come le molestie sessuali a Colonia e in altre città tedesche da parte di stranieri è ancora troppo poco chiaro per poter affermare con certezza se l’accaduto fosse organizzato o meno. Eppure in cattedra sono saliti già tutti quanti: gli islamofobi fanno la guerra agli stranieri di confessione musulmana che a loro volta vengono difesi dagli anti-razzisti. In mezzo ci sono le femministe, divise tra suprematismo occidentale e terzomondismo. Insomma Colonia rappresenta un grande cortocircuito per chi si sente preso in causa, ma soprattutto rappresenta il punto di incontro mortifero tra le nuove popolazioni e la sottocultura europea.

Ancora una volta risulta inutile scomodare il Corano per spiegare le aggressioni, piuttosto conviene  comprendere cosa avviene quando un immigrato arabo-musulmano nato e cresciuto in una società patriarcale, virile e pudica, entra in contatto con una società occidentale irreligiosa e femminilizzata gestita da quella che il pamphlettista francese Eric Zemmour chiama ne L’uomo maschio “l’industria dello showbiz”. Durante la notte di Capodanno, aggiungi l’alcool ad alterare l’istinto arcaico di uno straniero che vive in bilico tra la depressione sessuale e la precarietà economica ed ecco riprodotta su scala umana la gang bang vista il giorno prima su Youporn (se avessero letto Le mille e una notte cosa sarebbe successo).  Perché di una cosa si è certi, in particolar modo per chi ha ha avuto l’onore di viaggiare in Medio Oriente: il proletariato  di etnia araba che vive in Europa non assomiglia nemmeno un po’ a quello che rimane a casa.  Perché le nuove popolazioni che attraversano il Mediterraneo non portano con sé cultura, tradizione e religione, ma “sradicamento”, per cui ogni immigrato diventa un potenziale iper-consumatore connesso alla delinquenza in una società già priva di identità.

Per chi ancora non vuole fare le giuste distinzioni è invitato ad uscire dal virtuale e a discutere seriamente sull’argomento con persone molto più rappresentative di quei gruppi innalzati da giornali e televisioni per spostare il dibattito altrove e polarizzarlo. Magari partecipando all’incontro “L’Islam e la violenza” che si terrà a Roma alle ore 15 presso la Sala della Biblioteca dell’Università “Link Campus” (Via Nomentana 335). Interverranno esponenti musulmani del mondo sunnita (Omar Camiletti, consigliere del centro culturale della Grande Moschea) e sciita, autorevoli studiosi e accademici (Mario Polia e Anna Maria Cossiga), personalità diplomatiche (Ali Pourmarjan, direttore dell’Istituto culturale iraniano e Hujjatulislam Emami, dell’associazione islamica “Imam Mahdi”) e il noto giornalista, nonché amico de L’Intellettuale Dissidente, Pietrangelo Buttafuoco. A moderare l’incontro sarà la giornalista e antropologa Tiziana Ciavardini.

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