Fedeli, Scalfarotto e Cirinnà. Sono i nomi dei tre disegni di legge che minerebbero l’ordine antropologico e sociale che finora abbiamo sempre conosciuto. Il primo, il ddl Fedeli, se approvato, renderebbe obbligatoria in tutte le scuole l’educazione al gender che consisterebbe nella separazione tra il dato biologico e la visione soggettiva che si ha della propria sessualità: ogni bambino potrà scegliere liberamente a quale genere sessuale appartenere. Il disegno di legge Scalfarotto invece, se approvato, prevedrebbe la perseguibilità penale di quanti discriminassero le coppie omosessuali nel linguaggio e nell’espressione, che vorrebbe dire, vietare ogni forma di contestazione alla lobby Lgbt. Infine, la legge Cirinnà, se approvata, equiparerebbe le unioni civili al matrimonio tra un uomo e una donna consentendo le adozioni di bambini da parte di coppie omosessuali. E a giudicare dallo spirito del tempo e dalle dichiarazioni di Matteo Renzi che in passato aveva già parlato di GPA (maternità surrogata o gestazione per altri), non stupirebbe se nei prossimi anni vedremo personaggi dello Star System italiano (omosessuali ed eterosessuali) usare questa pratica medica che attualmente è illegale. Del resto già lo fanno i VIP internazionali da Robert De Niro e Dennis Quaid al cantante single Ricky Martin fino a Nicole Kidman ed Elton John, per citarne solo alcuni.

Intanto i diritti civili avanzano subdolamente. Ieri sera il Senato ha votato la fiducia al governo (159 “si”; 112 “no”) sul decreto della “Buona scuola” in cui era stato inserito un emendamento che apre all’introduzione, se approvato dai genitori, dell’ideologia di genere nell’insegnamento curricolare di ogni ordine e grado (vedere nota). Dopo una finta opposizione all’interno della coalizione di governo, a votare a favore sono stati anche gran parte di quei senatori – prevalentemente del Nuovo Centro Destra – che sabato scorso erano in Piazza San Giovanni. Il tradimento dei cosiddetti “cattolici” a meno di una settimana della manifestazione che aveva portato circa un milione di persone in piazza fa capire il grado di rettitudine di questi mezz’uomini. Questo è il motivo per il quale al convegno svoltosi al Teatro Umberto di Roma e intitolato “L’Era del Postumano. Tecnica Ideologia e Società nel XXI secolo” abbiamo dato la parola a una serie di intellettuali laici (Eric Zemmour, Paolo Becchi, Diego Fusaro, Alain De Benoist e Giuseppina Barcellona) e a politici estranei al Patto del Nazareno e lontani dalla cosiddetta Area Popolare. Il corso degli eventi ci ha dato ragione. Non solo con tre mesi di anticipo ci prendiamo il merito di aver divulgato quello che sarebbe stato l’argomento centrale del dibattito politico-culturale di questi giorni (Gender e Post-umano), ma abbiamo finemente previsto il tradimento dei deputati apparentemente cattolici.

Ieri in aula paradossalmente sono stati i deputati pentastellati ad opporsi alla riforma della “Buona Scuola” che include subdolamente l’educazione di genere. Diversamente faranno qualora dovessero essere presentati singolarmente i ddl Fedeli, Cirinnà e Fedeli. In quel caso il disegno dei diritti civili potrebbe essere sostenuto dal Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, una minoranza di Forza Italia e una maggioranza del Movimento 5 Stelle. Ecco perché l’unico modo per spaccare questa coalizione progressista e non lasciare l’opposizione ai falsi cattolici, è spostare il maggior numero di deputati e senatori del M5S su posizioni comunitarie e anti-individualiste. Non è impossibile. Nel Movimento 5 Stelle sono molti a pensarla diversamente dalla base che è più progressista. Una settimana fa abbiamo pubblicato con il Circolo Proudhon Edizioni gli Atti del convegno. In queste ore il nostro opuscolo sta circolando nella stanza dei bottoni. Saranno sempre di più i pentastellati ad usarlo come manuale di sopravvivenza alla tirannia dei diritti civili. Parola de L’Intellettuale Dissidente.

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