Ça va sans dire. Altro che Voltairismo. La Francia è il peggiore degli oscurantismi. Ancora una volta milioni di elettori – quelli che in questi ultimi anni hanno votato per ilFront National – non vengono rappresentati all’Assemblea Nazionale come nei consigli regionali. Colpa di una Carta costituzionale che prevede un sistema elettorale di tipo maggioritario con ballottaggio al secondo turno applicato su tutti i livelli, dal nazionale al dipartimentale. Fu teorizzato giustamente negli anni Sessanta da Charles De Gaulle, il quale voleva mettere fine ad una confusionaria Quarta Repubblica che non riusciva a dare stabilità al Paese e risolvere la questione algerina. Il presidenzialismo fu un successo perché allora la Francia doveva riempire il vuoto politico e l’assenza di decisionismo.

Con la morte nel 1970 di De Gaulle è morto anche il gollismo. Ecco perché la Costituzione della Quinta Repubblica è diventata poco a poco sempre più inattuale. In particolare quando si è entrati nel nuovo millennio, nel 2002 il Front National di Jean Marie Le Pen arrivò per la prima volta al ballottaggio delle presidenziali contro Jacques Chirac, alle europee del 2014 la figlia Marine Le Pen portò il partito al 25 per cento. I successi si sono confermati prima alle dipartimentali e ora anche alle regionali dove pur non avendo vinto nemmeno un ballottaggio a causa del “Fronte Repubblicano” (alleanza tra destra e sinistra per battere l’avversario), è riuscito a segnare un nuovo record: in termini percentuali, a livello nazionale, il Front National ha conquistato il 28 per cento di preferenze, vale a dire 6,47 milioni di voti (nel 2002 ne ottenne 5,5 milioni e alle presidenziali del 2012 ne prese 6,42). Di fatto il sistema maggioritario con doppio turno uninominale non ha più ragione di esistere in un Paese dove esiste un elettorato che si divide su tre partiti. Per logica, indipendentemente da chi vince, un francese su tre viene tagliato fuori. C’è un deficit di rappresentanza e a pagare è sempre il partito meno conformista.  

Il Front National può stare antipatico, ed è legittimo, ma vedere l’atteggiamento dei suoi avversari politici è ancora più detestabile. In Francia non c’è solo l’unione sacra tra “repubblicani” e socialisti”, ma anche l’allarmismo di tutti i media e le intimidazioni di politici di professione. C’è chi associa il Califfo Al Baghdadi a Marine Le Pen, chi invece invita gli astenuti ad andare a votare per fermare la vittoria dei sovranisti. Le dichiarazioni più forti, riprese da tutti i giornaloni benpensanti, sono state quelle del premier Manuel Valls che ha minacciato il rischio di “guerra civile” in caso di vittoria di Marine Le Pen nelle 6 regioni in cui concorreva. Ma chi ha votato negli anni Ottanta la legge sul “raggruppamento familiare”? Chi ha approvato i trattati di Schengen? Chi ha creato le banlieues? Chi ha abbandonato la politica estera pro-araba di De Gaulle? Chi ha sostituito il modello assimilativo con il comunitarismo anglosassone? Chi ha fatto nascere a tavolino “l’anti-razzismo istituzionale”? Chi ha permesso le “guerre umanitarie” in Libia, Mali e altrove? Chi ha importato nel Paese la guerra globale statunitense? AlFront National si può contestare tutto ma l’onesta di un giornalista sta nel ricordare ai lettori che in 40 anni i Le Pen non hanno mai governato. Le responsabilità e le cause del conflitto civile, già alle porte, va cercato da altre parti. Sì, vallo a dire ai benpensanti…che credono di vivere in una democrazia.