È una mattina qualunque di un giorno qualunque di un uomo qualunque, un signore che senza troppa fantasia si potrebbe per l’appunto chiamare Qualunque. Ebbene, in una delle sue grigie mattinate il signor Qualunque si alza alle 6:45, come di consueto. A destarlo la sveglia del suo smartphone, rimasto acceso l’intera nottata per l’aggiornamento del sistema, nonché di decine di applicazioni, rigorosamente inutili e scaricate, manco a dirlo, con Play Store. Ancora coi segni del cuscino sulle guance Qualunque si infila svogliatamente delle scarpe da ginnastica, maglietta e pantaloncino. Gli piace tenersi in forma, e poi il suo Google fit lo tiene costantemente sotto controllo, deve arrivare a sera con un decente quantitativo di tempo dedicato ad attività fisica e camminate.

Tornato a casa il nostro eroe si infila sotto la doccia, sentendo al contempo le canzoni che Youtube gli suggerisce e seleziona per lui. Ormai carico e desto è però affamato, è tempo infatti di prepararsi un bel caffè nero bollente e del pane con marmellata bio, dando ovviamente nel frattempo una scorsa alle principali notizie sulla bacheca di google news. “Accipicchia, ma si è fatto tardi! Meglio sbrigarsi! Per fortuna la Google Car sa esattamente che strada percorrere tramite il sistema di mappe Google, e il bello è che si guida da sola!” Perfetto, così il buon vecchio Qualunque ha tutto il tempo di guardare ai suoi appuntamenti, diligentemente registrati su Google Calendar. Una giornata che non si preannuncia piena, tutto sommato. “Però che noia, che traffico”. Perché non passare il tempo magari leggendo un buon libro? “Ma sì, ho giustappunto con me il buon Kindle, chissà qual è il libro di questa settimana, vediamo un po’ su Google libri…”. Il tempo tuttavia è pure sufficiente per scattare qualche selfie, che potrà caricare e modificare con calma su Picasa.

Alle 9.25, col giusto ritardo, finalmente si riesce ad arrivare in ufficio. Computer già acceso e via a controllare la posta su Gmail. “Perdincibacco, il capo vuole vedere immediatamente il documento al quale io e i miei colleghi stiamo lavorando”; ma perché preoccuparsi, caro Qualunque, basta caricarlo su Google Drive, profittando della tecnologia cloud; e se poi dovessero sorgere dubbi basterebbe poi chiedere a Google Now, anche vocalmente, così da evitare noiose ricerche ed avere risposte immediate.

Si fa presto l’ora di pranzo, “acciderbolina, come vola il tempo! Però la mensa dell’ufficio non è granché, guardiamo che ristoranti consiglia Zagat”. Ma sì, magari un bel sushetto per star leggeri. Cinese sennò? Od anche cucina afghana, perché no, basta che non si tratti di cibo italiano per l’amor del cielo. “Perdirindina, però non si esageri sennò poi mi riprende ancora Google Fit!”. Via allora a far due passi dopo il lavoro, che di tempo, buon Qualunque, ve n’è ancora. “Ma guarda che negozietto interessante, vediamo qualche informazione in più coi fantastici Google Glass”, che va ricordato non danno fastidio alcuno all’apparato uditivo, che il suono viene trasmesso direttamente al cervello passando per le ossa craniche, meraviglie della tecnica. Però attento Qualunque, se c’è qualche cosa di tuo interesse sarà d’uopo segnarla, non vorrai scordartene? Meno male che esiste Google Keep, per annotare tutto.

“Focca la bindella ma è veramente tardi, mi aspettano per l’aperitivo”, nota guardando al suo Google Watch mentre raggiunge i suoi amici in un nuovo bar thailandese. “Ma non c’è il menù in italiano, che roba è?”. Uff, che fatica Sig. Qualunque, ma secondo te a cosa serve Google Translate? Usarlo è un attimo. “Ragazzi vi va un gioco da tavolo e una birra stasera?” prova a suggerire qualcuno evidentemente un po’ nerd e rimasto indietro coi tempi. “Ma sei pazzo?” replica Qualunque, “spariamoci un po’ di realtà virtuale con Google Cardboard!”. Molto divertente davvero, peccato che si fa da soli. E poi ti sei dimenticato? Devi vederti con la tua ragazza, voleva dirti una cosa importante! “È vero! La chiamo subito! Come dici cara? Ah! Sei incinta. Cosa dobbiamo fare? Ma non lo so fammi vedere cosa suggeriscono su Google Analytics… che hai detto amore? Ti sento male, dove devo andare? Affan..dove? strano, non lo trovo proprio su Google Maps, ma sei sicura che esista?”.