Esulta, il caro Renzi. Twitta, salta e cinguetta. Il Job’s act infatti, a suo solo dire, funziona! “Eccome se funziona, in Italia si lavora e si fatica, alla faccia dei gufi!” Ma il gufaccio in questo caso è Bankitalia, o quantomeno i suoi esperti. Stando infatti a studi recenti dell’istituto, la riforma renziana avrebbe influito sui nuovi contratti per non più del 1%; però, suvvia, con il Premier siamo abituati ai festeggiamenti per gli zerovirgola, perciò allegria!

Sembra dunque che il grosso delle nuove assunzioni a tempo indeterminato sia dovuto in larghissima parte agli incentivi fiscali, in base ai quali per i primi tre anni di contratto i datori di lavoro non devono pagar tasse sui neolavoratori. Qui, allora, la domanda di tutti: “e finito il triennio, come si fa?”, appunto. Senza contare che mentre prima gli incentivi erano del 100%, ora si fermano al solo 40%, e per soli due anni anziché tre.

Si conferma dunque quanto già si sapeva sin dall’inizio dell’era renziana, che il Job’s act ossia rappresenta una grandissima beffa, oltreché un danno. Perché pur ponendo, putacaso, che la riforma possa essere davvero “miracolosa”, essa sarebbe comunque necessaria ma insufficiente. A che serve infatti migliorare un poco la produzione se nel frattempo si rimane ancorati ad un sistema monetario fallace che distrugge la nostra competitività? A che servono nuovi posti di lavoro se nel frattempo si immettono aziende piccole e medie italiane in un mercato ora europeo (Ue) e poi globale (TTIP-Trattato transatlantico) senza alcun tipo di protezione? Esatto, a niente, anzi a ben peggio. Però al nostro primo ministro nulla frega, lui sostiene le famiglie gay (“la civiltà!”), le aziende cinesi e soprattutto la banda larga, non sia mai infatti prenda male la linea e non possa postare qualche intelligentissimo tweet o meraviglioso selfie. Secondo Renzi l’Italia è un paese in pieno movimento; si tratta di un movimento tellurico però, e che non serve a nulla. Se si vuole è po’ come la masturbazione, una mossa che può essere perfino piacevole, ma comunque totalmente sterile.

Caro Matteo, come al solito ti sfuggono i concetti base, e qui la base è un’economia che scricchiola, traballa e a breve crolla, e tu stai lì fermo con le mani in tasca, a gigiare e gongolare, le sole non-cose cui sai bene applicarti. Vuoi far davvero qualcosa? Stampa una moneta nazionale e sovrana; togli a Bruxelles il potere sul nostro fisco; sostieni i nostri agricoltori, artigiani, imprenditori. I nostri lavoratori dipendenti, privati e pubblici. Confisca e chiudi le aziende cinesi ed in generale fraudolente, e lo stesso fa con le altre quando serve, nostrane incluse; concedi prestiti a fondo perduto a giovani brillanti e con potenziale; richiama i nostri cervelli e blocca l’immigrazione; nazionalizza banche e sanità; sciogli le costosissime ed inutili regioni e ripristina le provincie; Fornisci ai nostri militari e poliziotti mezzi nuovi e il diritto  di far il loro dovere; incentiva la crescita demografica italiana, al suo minimo storico dai tempi di Garibaldi; quanto altro? Oh, tanto, ma noi ci accontentiamo di poco, sapendo in cuor nostro che non farai nemmeno quello. Una magra consolazione? Che almeno un posto non è a tempo indeterminato, Renzi bello: il tuo.