Nel 2006 la Commissione Europea pubblica un documento dal nome “Libro verde sull’iniziativa europea per la trasparenza”.  Al suo interno, il motore legislativo dell’Unione auspicava l’avvio di una “consultazione pubblica”(1) sul tema della trasparenza nell’ambito decisionale degli organi europei. Trasparenza da concretizzarsi con l’identificazione dei gruppi di interesse che interloquiscono con le istituzioni,l’accertamento della natura delle loro consultazioni e la pubblicazione online di resoconti e destinatari dei fondi.

Tutto questo potrebbe destare scalpore in un’Italia dove la logica del sottobanco vince e convince. In Europa, invece, è stata scelta un’altra strada: l’istituzionalizzazione dei gruppi di interessere, meglio conosciuti come lobby. Non si tratta certo di arrendevolezza, bensì di buonsenso: le pressioni sui decisori politici sono un fattispecie atavica e ripetuta. Ben venga quindi l’istituzionalizzazione! Trasparenza, resoconti e niente incontri segreti nelle romanzesche hall, degli alberghi.

Pochi giorni fa il Financial Times ha pubblicato un’inchiesta illuminante su come il concetto di “trasparenza” viene interpretato dai membri del Comitato esecutivo della Banca centrale europea. Dall’inchiesta risulta infatti che, membri della Bce ed in particolare del suo Comitato esecutivo, hanno avuto diversi incontri con banchieri ed esponenti di fondi di investimento privati. Incontri tenutesi giorni, ed in alcuni casi addirittura ore, prima di riunioni in cui si discutevano e venivano prese decisioni cruciali in materia di politica monetaria.

Il belga Yves Mersch ed il francese Benoît Cœuréentrambi membri del Comitato esecutivo, hanno incontrato il 2 settembre 2014 dei rappresentanti di Ubs; il 3 ed il 4 settembre  la Bce si riuniva in un meeting di due giorni per stabilire i tassi di interesse di riferimento(2). I due hanno avuto incontri anche con Bnp Paribas ed il megalitico fondo Black Rock. Nei caldi giorni di Atene il vicepresidente della Bce Vítor Constâncio incontrava Davide Serra con il suo fondo Algebris. Nella sua agenda sono riportati incontri anche con Bnp e Pimco.

Naturalmente, come avviene fra amici, degli incontri non rimane alcun atto ufficiale, né informa cartacea né in forma digitale. Il che, data la delicatezza delle materie trattate, desta sicuramente qualche sospetto. La fissazione dei tassi di interesse ha ripercussioni fondamentali nell’economia quotidiana: mutui, prestiti e finanziamenti sono gli esempi più lampanti. Finora segni di dissenso sono stati espressi soltanto dalla Banca d’Inghilterra, che fa valere la trasparenza della sua prassi in contrapposizione con quella della Bce. Sembra poi che Benoît Cœuré abbia commesso un errore tempistico, dando informazioni non ancora pubbliche a personaggi della finanza londinese. Finora un mero errore di tempistica e niente più.

(1)http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=URISERV:l14521

(2) http://www.ilgiornale.it/news/economia/i-funzionari-bce-incontrano-banchieri-privati-prendere-decis-1190425.html