Non c’è ambito più impermeabile allo spirito critico dell’economia, la “scienza triste” scriveva Carlyle, regno dove la mannaia delle impietose statistiche e della fredda razionalità si abbatte funesta su chiunque cerchi di formulare un pensiero eterodosso. Sarebbe però altrettanto funesto rinunciare all’ambizione di strappare alle grinfie dei tecnocrati l’analisi dei fenomeni economici che dominano il quotidiano. Fatta propria tale ambizione, la redazione Economia dell’Intellettuale Dissidente intende rinvigorire i propri ranghi puntando su nuove leve, tecnicamente preparate, intellettualmente libere.
Che tu sia uno studente di Economia a cui non tornano i conti e che vorrebbe scrivere trattati contro le curve di utilità e artifizi affini per non perdersi in modelli trita-cervelli.
Che tu sia un appassionato dei mercati finanziari a cui piacerebbe avventurarsi in analisi che, andando oltre le mere cifre, ne rivelino le contraddizioni interne.
Che tu sia uno dei pochi ad avere ancora in uggia il libero commercio, che non sa dove proclamare apertamente il proprio antiglobalismo.
Che tu sia semplicemente un lettore de L’Intellettuale Dissidente desideroso di arricchire la pagina economica del giornale.
Se ti riconosci in uno dei suddetti casi, o in un caso analogo, se ritieni di avere una buona penna e se sei pronto ad assumerti un impegno redazionale fisso, fatti avanti inviando un pezzo di prova (4mila battute consigliate, no prima persona) su una tematica economica a tua scelta all’indirizzo scotti.benedetta@gmail.com, allegando un breve CV e una lista delle letture/autori di riferimento.
Liberal-libertari-liberisti, pregasi astenersi.