di Luca Mariotti

Ci sono tante di quei luoghi comuni che possiamo analizzare circa il pagamento o meno delle tasse ma, tra questi, è necessario analizzarne principalmente due. Il primo di questi, è incentrato sul ruolo dello Stato come oppressore e, unico modus operandi che ha il cittadino per contrastare ciò, sarà quello di non pagare le tasse. L’altra convinzione, invece, è che ogni singolo appartenente ad una società debba pagare le tasse, in modo tale, da ottenere una diminuzione complessiva delle stesse.
Il nostro sistema Italiano presenta palesi inefficienze, sia in termini di raccolta delle tasse che nella fase di controllo. Se consideriamo il punto di vista dell’evasore, possiamo certamente capire il perché delle sue azioni. Per esplicitare nel miglior modo possibile tale comportamento del singolo, è necessario scomodare figure illustri da John Locke a Milton Friedman. Secondo Locke la proprietà è strettamente connessa alla produzione, ogni singolo individuo è proprietario di ciò che produce. Le tasse che non vengono versate allo Stato non possono essere percepite come furto, poiché si parla di denaro che in assenza dell’evasore non sarebbe mai stato prodotto. Senza di esso (l’evasore) non si avrebbe il Fisco e i diritti di cui è portatore.

Quindi il non pagare le tasse deve essere sanzionato, ma non è corretto a livello tecnico e giuridico definirlo furto: non è l’evasore a sottrarre denaro all’Erario, ma il contrario, attraverso la tassazione dei redditi. Milton Friedman arriva a considerare l’evasione fiscale come un principio di libertà dell’individuo sullo Stato. La elogia insieme al mercato nero poichè necessari necessari per sottrarre ingenti capitali al controllo delle burocrazie statali generatrici di inefficienze. Anche Attilio Befera, presidente dell’agenzia delle entrate dal 2008 al 2014, fa una notevole osservazione: “I veri avversari per noi non sono gli evasori, che anche se ci contrastano danno senso al nostro lavoro, ma sono quelli che sprecano il denaro pubblico. Loro rendono vano il nostro lavoro. Perché se io recupero denaro pubblico e qualcun altro lo spreca, questo toglie senso al mio lavoro”.

Ora accade che Sorgenia, un’azienda di De Benedetti, si trovi in cattive acque e rischi il fallimento. In passato Sorgenia aveva ricevuto da MPS, banca che ha una notevole influenza del PD, un prestito per un ammontare di 600 milioni di euro. Adesso qui si innesca una reazione a catena che molti non considerano. Con il governo Monti la MPS è stata salvata (per un ammontare di 5 miliardi), ora, la banca invece che richiedere il rientro del prestito concesso a Sorgenia si offre per uno scambio di quote con il prestito erogato. La domanda sorge spontanea: quanto valgono le azioni di un’impresa che sta per fallire? Possiamo dedurre da tutto ciò che, con i soldi dei contribuenti si sta cercando di salvare altri imprenditori che non possono essere definiti come tali.
L’Italia è il Paese delle contraddizioni , della furbizia elogiata, del dimentico facile, del tengo famiglia ma sopratutto la patria del berlusconismo. Questo è uno dei principali motivi per cui un singolo cittadino non dovrebbe pagare le tasse, evitare così che vi siano delle nuove cattedrali nel deserto e altri sperperi da parte di persone incompetenti e collegate al clientelismo. Suona un po’ forte come assunzione? Anche considerando la seconda convinzione, secondo cui, se tutti fossimo impegnati nel pagamento delle tasse avremmo una riduzione delle stesse, non verrebbe considerata la mancanza di un aspetto più importante connesso alla pubblica amministrazione, ossia,l’onestà.