I tentativi fino ad ora escogitati per risolvere i problemi del Turbo-capitalismo o per superare il suo pericoloso modello sono tutti miseramente falliti di fronte al comportamento dei cittadini della Modernità. Qualche battaglia locale o di più ampio respiro è stata vinta, ma di fronte all’aumento delle diseguaglianze, dell’inquinamento e dell’arricchimento delle élites il risultato è nettamente negativo. Questo fallimento trova una delle sue ragioni d’essere proprio nei consumatori forgiati dal Sistema industriale-tecnologico. Nel corso di tre secoli i cittadini hanno introiettato in ogni aspetto della proprio vita il meccanismo di fondo del Modello – produzione e consumo – fino a renderlo il perfetto “soma” dei nostri tempi. Per quanto un’organizzazione o movimento possa far leva su i disastri apportati dal Capitalismo o su i futuri pericoli derivati dal riscaldamento planetario, il suo messaggio non avrà mai il potere di scalfire l’ideologia consumistica alimentata dal Dio Denaro. Proprio quest’ultimo, vero carburante dell’industrialismo, ha la micidiale capacità di far sognare tutti gli oggetti del mondo nella mente di un individuo. Esso è diventato il fine di una larga fetta dei lavoratori grazie al fatto che con esso si garantisce la possibilità di comprare un benessere materiale migliore. Questa questione si scontra nettamente con molte delle soluzioni prospettate per superare le disfunzionalità attuali, specialmente con le teorie legate alla decrescita o ad un ridimensionamento dell’gAmerican way of life. Anche coloro che si fanno paladini di queste nuove vie, o percepiscono il pericolo all’orizzonte, non possono fare a meno di soggiacere alle regole capitalistiche.

L’altro grande limite deriva dalla pretesa, ottimistica e allo stesso tempo molto ingenua, di poter cambiare il Sistema senza pesanti sacrifici, lotte brutali, con una transizione basata sul buon senso, la presa di coscienza di gran parte dell’umanità (e quindi dei suoi capi) e una cooperazione transnazionale. Una sottospecie di risveglio globale in nome della conservazione della specie e di un mondo migliore, dove conserviamo il nostro benessere, il nostro ambiente e la pace nel mondo. Purtroppo a rileggere la storia degli ultimi 10.000 anni o semplicemente osservando la natura della nostra realtà è sufficientemente chiaro che simili scenari sono assolutamente irrealistici. Ed infatti tutti i movimenti basati su questi assunti sono durati molto poco, con risultati limitati e una fine indecorosa.

Il cambiamento dovrà per forza inserirsi all’interno di una serie di dinamiche che a molti in Occidente e nel mondo moderno non piaceranno affatto. Il primo fattore è l’abbandono immediato delle cosiddette strutture orizzontali basate sulla mancanza di leader e vertici di comando. Questo sistema può funzionare in ambienti molto limitati e tecnologicamente poco progrediti (comunità isolate e molto piccole, tipo quelle montane), ma non di certo in una società composta da milioni di individui. Il secondo fattore riguarda il rafforzamento del legame con il proprio territorio e la propria comunità dimenticando la prospettiva del risveglio globale, la quale lascia il tempo che trova e spesso sembra favorire il Sistema stesso e la Globalizzazione. Infatti tutti i modelli economici che suggeriscono una soluzione planetaria e universale, dove sono sempre al centro i commerci e i consumi, sono da rigettare alla stregua di un’eresia. Essi sono spesso usati dalle classi dirigenti (specialmente quelle socialdemocratiche) come prospettiva illusoria per mantenere saldo il loro comando, mentre il Sistema continua a marciare sempre più velocemente e senza controllo sulla pelle degli uomini. Il terzo fattore riguarda la cornice valoriale e ideologica su cui plasmare il nuovo mondo. Questa componente è fondamentale per assicurarsi il consenso dei cittadini attuali, senza il quale qualsiasi cambiamento sarà fallimentare.

Tutto questo comporterà un prezzo pesantissimo (altro che “decrescita felice” o parole che si possono pronunciare solo con la pancia riempita dal Capitalismo), in quanto la reazione delle élites sarà sempre più violenta e disperata. Senza dimenticare le pericolose problematiche innescate da un meccanismo privo di alcun freno e vicino al punto di rottura. Per coloro che vogliono cambiare la situazione sta ormai diventando imperativo resistere alla caduta della Modernità e allo stesso tempo creare l’Ordine che la sostituirà, essendo però consapevoli che ci saranno notevoli scontri, guerre e la necessità di un sacrificio duraturo. Un sacrificio che può essere sopportato e portato avanti solo con una nuova potente visione del futuro.