Molti certamente ricordano la celebre legge di Murphy: “se qualcosa può andare storto, lo farà”, principio “universale” da cui segue di conseguenza che “se è andato tutto bene, vuol dire che qualcosa non ha funzionato”. Pochi però forse conoscono un altro principio di Murphy, una derivazione politica del fondamentale assunto, ossia che: “se qualcosa può andare a destra, andrà ancora più a destra”. Qui il riferimento è all’Europa tutta, dove i partiti nazionalisti stanno più o meno dovunque vedendo aumentare i propri consensi, spesso in maniera determinante, come in Polonia; questo, ovviamente, fa paura. Ma paura a chi? A chi in realtà è più a destra di loro, ossia l’Unione Europea, che come disse Barroso: “abbiamo bisogno della Ue proprio perché non democratica”.

Non piacciono dunque gli autoritari a chi –autoritariamente- vuol esserne al di sopra. Non piacciono i nazionalisti a chi rappresenta una mega nazione-non-nazione. Da qui le solite minacce ed ingerenze. Ad esempio dopo aver approvato una nuova legge sui media, la Polonia è stata messa sotto sorveglianza Ue. La motivazione, spiegano i vertici europei, è dovuta al fatto che la legge in questione pone le stazioni radiotelevisive pubbliche sotto controllo. Eh no, birbantelli polacchi, non si fa! Per esempio in Italia siamo molto più “democratici”, se è vero che dal ’75 il Cda della RAI è selezionato dal governo, e dall’inverno scorso direttamente dal Presidente del Consiglio. Eh già, noi sì che garantiamo la libertà di stampa, l’importante però è che sia filoeuropea, ed altrettanto deve essere il governo, sennò mamma Ue ci redarguisce! E la mamma è sempre la mamma.

La Polonia non piace nemmeno perché vuole aprire un dialogo con la Russia, e Putin, notoriamente, è un “nemico” dell’Europa (così almeno dicono gli Stati Uniti, che governano Bruxelles a distanza). Dunque, si può parlare con Mosca, ma solo per prorogargli le sanzioni; qualcuno intanto riuscirà forse a far capire agli eurocrati che questo equivale ad un danno da oltre 100 miliardi per l’Europa intera, e di circa 12 miliardi per la sola Italia.  Nel frattempo la risposta è la stessa: “a guera è guera”, e a noi evidentemente piace perdere.

La Polonia non piace soprattutto perché, unicorno europeo, è riuscita a risollevarsi dalla crisi americana, non solo! Essa rappresenta il 40% del Pil dell’intero Est europeo. “E come è mai possibile?” vi chiederete. Perché non hanno l’euro, banalmente. Questo vuol dire che la Bce e l’Ue possono sbraitare quanto vogliono, vigilare o minacciare, ma senza l’”anello del potere” non possono far nulla. Avere una moneta sovrana permette infatti di essere competitivi sul mercato; soprattutto permette di non essere ricattabili col debito, di cui l’usuraia Bce è maestra. Insomma, se la Polonia può andare a destra, andrà ancora più a destra, e fa bene! E se questo significa metterlo in quel posto alla Ue, beh… noi cosa aspettiamo?