Il denaro elettronico sta cercando di mettersi sulla corsia di sorpasso per lasciarsi alle spalle il vecchio circolante. Non è un caso che in Gran Bretagna, secondo il The Payment Council, i pagamenti in contanti nel 2014 hanno rappresentato il 48% del totale dei pagamenti, determinando così il maggior utilizzo del denaro elettronico. Ora la situazione in Italia è assai differente, i dati attestano che nel 2013 la percentuale dei pagamenti in contanti era pari all’87%, anche se i pagamenti tramite bancomat e l’utilizzo di carte di credito continuano ad aumentare. Il 60% degli italiani,secondo un report Isfol Plus 2014, sono favorevoli ad abbandonare il denaro contante per passare a quello elettronico. In particolare l’uso del denaro elettronico tende a essere maggiormente accettato da individui che hanno un’elevata istruzione e dai lavoratori dipendenti, mentre, i meno inclini a questo cambiamento sono gli anziani e soggetti con retribuzioni basse. Questo dato, a priori, può essere considerato alquanto positivo ma, in realtà presenta una situazione discutibile sulla cultura economica finanziaria italiana. In particolare a parere di chi scrive, il tentativo di attribuire al denaro elettronico la soluzione a ogni problema anti-etico non rappresenterebbe la panacea a tutti i mali. Privarsi del contante significa fare a meno di alcuni benefici intrinseci a tale entità, quali: velocità di transazione, comodità, accettazione, rispetto della privacy, economicità e trasparenza.

L’aspetto della trasparenza è il caposaldo dell’intero movimento anti-contante ma occorre considerare che il semplice pagamento tramite carta magnetica e il prelievo del denaro determina una tracciabilità delle spese. Quando si effettuano una delle due transizioni pocanzi citate, si applicano determinate commissioni. Se un soggetto possiede una banconota da 100 euro, la stessa mantiene il suo valore nominale anche dopo essere stata scambiata x volte. La moneta elettronica, invece, fa sì che il valore nominale dell’ipotetica banconota da 100 euro tenda a diminuire con l’aumentare degli scambi, per via della commissione stessa che viene applicata dalla banca o ente finanziario. Essere completamente controllati in termini di spesa determina anche la possibilità di poter essere sempre di più vittime di un marketing ad personam. La maggior parte dell’evasione fiscale viene dalle grandi corporations, attraverso complessi sistemi nascondo milioni di euro al fisco (basti pensare al reportage effettuato da Presa Diretta: Grandi Evasori). L’idea del denaro elettronico è un’altra trovata per aumentare i profitti delle banche e dare minore potere al singolo cittadino, cercando di controllare ogni suo aspetto della vita. Contante è libertà, Elettronico è libertà vigilata.