L’Europa ingerisce da decenni nella politica italiana; lo fa con una moneta non richiesta, con trattati privi di logica ed in definitiva governandoci col debito. Tuttavia questo straniero invasore ancora non ha inteso che noi italiani non vogliamo padrone, sia esso nostrano o forestiero. Ci hanno diffidato perché produciamo formaggi dagli standard “troppo elevati” rispetto alla media europea, chiedendo ai nostri antichi caseifici di realizzare i propri prodotti con porcherie chimiche quali il latte in polvere, concentrato e restituito; i caci italiani invece son tutti rigorosamente a base di latte freschissimo e caglio (ricchi di proteine, grassi, lattosio, sali minerali e vitamine), e continueranno ad esserlo, che non basta una diffida per stravolgere tradizioni centenarie. I nostri formaggi sono infatti richiesti ed imitati (male) in tutto il Mondo, ma sono soprattutto fondamentali nella crescita dei più piccini, e difficilmente vedremo le coraggiose mamme italiane dar in pasto “cibo di plastica” ai propri figli.

L’Unione Europea, per circoscrivere e debellare il fenomeno xylella, un virus che distrugge i pochi olivi finora risultati infetti, ha ordinato l’abbattimento (e quindi la giustizia sommaria) di decine di migliaia di piante, di cui molte secolari, patrimonio d’Italia gelosamente custodito da generazioni di contadini. Se vi è un albero malato devono essere distrutti quelli sani nel raggio di cento metri; per avere un’idea, in uno di questi abbattimenti insieme ad otto alberi “pericolosi” ne sono stati eliminati oltre novecento (!) senza ombra di xylella. Addirittura nel Salento (la zona più colpita dal fenomeno) è stato emanato l’esplicito divieto di ripiantare ulivi per sostituire quelli abbattuti, e i cittadini locali, in pronta risposta, li hanno nuovamente piantati.

Ci dicono, con grosso fregamento di mani dei vegani “integralisti”, che la carne rossa è cancerogena, “non mangiamone più” è l’immediata reazione; che troppa carne rossa facesse male però è noto da decenni, e ne sanno qualcosa soprattutto in Toscana, regione caratterizzata dal più alto tasso di ulcere e tumori allo stomaco per via di una dieta eccessivamente ricca di cibi caldi e, appunto, carne rossa. Rischioso dunque è il mangiarne troppa (e lo stesso vale per ogni cosa, d’altronde) e non il semplice consumarla, ma, pure fosse, i fieri toscani se ne sono sempre fatti un baffo, continuando a fagocitare dosi ciclopiche di zuppe, ribollite, bistecche, salsicce e fegatelli.

L’Unione Europea da parte sua continua imperterrita nella sua missione, l’americanizzazione d’Europa. Ecco allora che multinazionali come McDonald’s, Burger King, Subway e da ultimo perfino Starbucks si spargono come funghi sul tanto amato stivale. Queste aziende possono certo richiamare folle d’ogni età, riempirsi oltre ogni misura, ma rimangono e rimarranno pur sempre un “diversivo”, non potendo mai e poi mai aspirare ad imporsi quale cultura “non cultura”. Questo perché gli italiani sono orgogliosamente campioni di “disobbedienza civile”, rifiutandosi infatti di sottostare deliberatamente a delle leggi che ritengono inique, alle quali pertanto disobbediscono. Spesso si dice che per ottenere consenso popolare si debba parlare allo “stomaco delle persone”, e quello degli italiani non ha alcuna intenzione d’esser riempito di sozzure. Se dunque gestire un popolo caparbio è impresa ardua per i governatori italiani, lo stesso vale per gli avventori stranieri, perché nel bene e nel male “governare gli italiani non è difficile, è inutile”.