Era ormai diverso tempo che non si sentiva parlare del “signoraggio”, un potere una volta proprio dei signori (da lì il nome) feudali che godevano del diritto di batter moneta, ma dove il vantaggio? Vi era una piccola differenza, tra il valore nominale della moneta ed il valore del metallo utilizzato per coniarla; una differenza che finiva dritta in tasca al feudatario. Oggi lo stesso potere è di chi, ancora, stampa denaro, dunque delle banche centrali, nel caso europeo della sola Bce. La grossa differenza fra oggi ed il medioevo è nel taglio delle monete e sopratutto delle banconote: immaginate, pochi centesimi di filigrana per produrre fogli di carta dal valore di 5, 10 fino a 500 euro, un beneficio non indifferente!

Questo fatto venne denunciato più volte dal fu professor Auriti, che parlava a tal proposito di truffa e usura da parte delle banche, a questo punto ridotte alla stregua di un’associazione a delinquere. Con l’euro poi la faccenda peggiora, giacché questo signoraggio non va alle banche centrali nazionali (che non esistono più) ma di fatto ad una banca straniera, che oltre a ciò presta a debito il denaro fornito: «i paesi membri sono stati degradati al rango di economie emergenti perché hanno perso il controllo della valuta nella quale è denominato il loro debito» (De Grauwe, 2011).

Alcuni legano al termine signoraggio quello di “complotto”, così da screditare la teoria. Ad ogni modo non c’è bisogno di scomodare Adam Kadmon per affrontare quello che non è un’opinione, bensì un dato di fatto: sono le banche a stampare denaro, quando invece si suppone che questo lavoro spetti al Tesoro. Detto ciò, e tornando all’euro , anche nell’eurozona, oltre che per la Bce, è rimasta una piccola possibilità per gli Stati nazionali; questi infatti godono di un minuto signoraggio, quello derivante delle sole monete metalliche. Fu per questo motivo che, ormai anni addietro, Giulio Tremonti durante un suo ministero chiese all’Eurotower di stampare un moneta italiana da cinque euro; per conoscere la risposta basta cercare (invano) nelle nostre tasche.

Ma cosa accade invece ora? Che la Germania si appresta a stampare monete metalliche da 5£, senza che nessuno osi proferir parola. Monete oltretutto spendibili entro e non oltre i confini tedeschi. Qualche vantaggio per noialtri? Vi è da ricordare che da quando esiste la moneta unica ad oggi la Germania ha accumulato slealmente un surplus pazzesco col denaro del resto d’Europa, ammassato nei suoi depositi senza investirlo, né incentivando l’economia interna. Forse questi cinque euro aiuteranno in tal senso, ma rimane un fatto: che la Germania può ancora una volta ciò che a noi venne vietato; non solo, ancora una volta viene dimostrato come regole uniche per tutti non valgono affatto, e che il “sogno” europeo è in realtà un incubo, e sicuramente un enorme fallimento. Chi infatti ha sempre osannato l’Europa ed il suo più pericoloso figlio, ossia l’euro, ne sta ora fuggendo a gambe elevate, preparando piani B (veri, non come quelli renziani), in caso di quello che sempre più sembra un prossimo collasso. Che a Berlino volessero abbandonare l’euro è d’altra parte una voce che va girando da un pezzo, e che adesso pare essere in procinto di realizzarsi.

C’è da chiedersi al contempo perché noi italiani siamo costretti a subire: Svizzera, Uncheria, Austria, Macedonia, Spagna, e perfino la Germania chiudono le porte ai troppi clandestini, noi, perché democratici e corretti, no! La Gran Bretagna decise di non aderire all’euro, la Germania ne sta uscendo, mentre se noi lo volessimo la risposta sarebbe -indovinate?- no (o forse nein); l’America ci spia, noi chiediamo ragioni, e quelli dicon che spiano chi pare loro e piace, e che quindi no, non smetteranno. Vogliamo restare ancora col capo chinato? Ecco, a questo proposito anche noi dobbiamo dir NO! Italia sveglia!