Il Fondo Monetario Internazionale si scusa con il popolo greco, titolano i giornali. Più che una scusa si tratta di una ammissione di colpa. La crisi ellenica è stata gestita catastroficamente. Le variabili in campo erano complicate, è vero, ma dai documenti del FMI emerge un approccio superficiale e amatoriale che non è ammissibile, specie quando a subire gli errori sono innocenti lavoratori greci. L’intervento del 2010 viene definito come un “atto di fede” del Fondo Monetario nei confronti degli ellenici. I tecnici, se ancora così possono essere definiti, ipotizzavano un rapido ritorno sul mercato dei titoli di Stato e un relativamente celere ritorno alla crescita: si sbagliavano clamorosamente. L’accanimento nei confronti della Grecia è stato perpetrato sulla base di moltiplicatori “errati”, per stessa ammissione del FMI. La spiegazione, dal documento, risulta essere la difficoltà di reperire dati e studi in tempi adeguati e efficaci, ma non è una spiegazione ammissibile. “Previsioni errate sono comuni nei programmi del FMI: non possono lo standard utilizzato alla stipula del programma per giudicare la sostenibilità del debito pubblico”. Insomma non ci si può fidare dei calcoli di un organo tecnocratico che dell’oggettiva correttezza dei dati dovrebbe fare il suo cavallo di battaglia. Il FMI era caduto vittima della mentalità “Europe is different”, quella euroforia che pervade ogni previsione e analisi che ha come oggetto l’UE e l’Eurozona. Si pensava che con l’Europa fosse diverso, che le premesse valide per altri non valessero per i greci: altro errore clamoroso. Come se non bastasse nel documento viene sfatato persino il cardine dell’imparzialità: il desiderio, la brama di “giocare un ruolo nel processo europeo, ha allontanato il FMI dall’essere osservatore critico e indipendente”. L’organo economico per eccellenza si è comportato da politico consumato, paradosso dei paradossi. Ebbro dell’importanza decisionale che acquisita il Fondo ha agito egoisticamente, dimenticandosi delle vite che erano sul tavolo in quei difficili momenti. Il quadro non è desolante: è al limite della sopportazione umana. “La sorveglianza superficiale dei Paesi membri dell’Eurozona ha contribuito direttamente o indirettamente alla metastasi della crisi finanziaria palesatasi in una crisi dei debiti pubblici in almeno 3 paesi membri [Irlanda, Portogallo, Grecia]”. La sorveglianza del Fondo infatti “era caratterizzata dal compiacimento derivante dalla mentalità “Europe is different””, e ancora, “il Fondo ha adottato la nozione mainstream che non attribuiva all’Eurozona gli squilibri esterni”. Non si era ipotizzato che una moneta unica per 19 economie diverse, come recentemente ha spiegato anche l’università di Oxford, avrebbe significato un tasso di cambio scorretto e sopravvalutato per gli Stati deboli, comprimendo le esportazioni e favorendo le importazioni. Non si era quindi studiato un fattore base e chiave, una delle principali criticità dell’intera costruzione europea.

Difficile poter giustificare e perdonare il Fondo Monetario Internazionale dinnanzi a tali ammissioni. Superficialità, attenzione dedicata ai calcoli che si addice ad un laureando in economia e non ad uno degli organi più influenti e importanti del mondo economico. Tra un foglio Excel completamente impreciso e l’attuazione dei programmi di salvataggio (per così dire) ci sono i greci, popolo oppresso e umiliato da diktat imposti dall’alto, élite non elette che dopo qualche anno dichiarano di aver sbagliato tutto. No, non è decisamente accettabile. Pensare che questa drammatica avventura sia stata subìta soltanto dagli ellenici è un clamoroso errore: tutti gli Stati europei ne sono vittima più o meno inconsapevole. I media italiani hanno snobbato la notizia, lasciando all’oscuro di ciò la popolazione, ben indirizzata verso il referendum autunnale. Eppure il vaso di Pandora è stato aperto e solo un assaggio è giunto ai comuni mortali. Una lezione si può in ogni caso assimilare con il senno di poi. Lo stesso motto nonché password del leggendario Fox Mulder di X-Files: “trust no one”, non fidarti nessuno. Perché questo documento del FMI è stato pubblicato, nonostante la sua gravità, soltanto in quanto la popolazione e il dibattito sono lobotomizzati e inerti. Non si corre in sostanza alcun rischio nel diffondere il sapere, perché viene inevitabilmente snobbato. In questo X-Files, che teneva nascosta la verità, ci aveva sopravvalutati.