Il fulcro semantico dell’attuale Unione europea è il concetto di libera circolazione. Tale concetto è applicato in modo uniforme a materie eterogenee: le persone, le merci, il fattore lavoro ed il fattore capitale. Per quanto riguarda il libero trasferimento dei capitali tramite gli intermediari per eccellenza- le banche- i Trattati traducono tale ambizione attraverso la creazione del sistema Target 2. Quest’ultimo altro non è che un sistema di pagamenti interbancari comunemente adottato dai membri dell’eurozona dal 2007. Ne fanno parte anche Danimarca, Bulgaria, Polonia, Lituania e Romania. Per capire il suo funzionamento abbiamo bisogno di introdurre 5 attori fondamentali: la Banca centrale di un Paese A, una banca commerciale sempre del Paese A, la Banca centrale del Paese B, una banca commerciale del Paese B ed infine la Bce.

Specifichiamo che ogni banca commerciale ha obbligatoriamente un conto riserve presso la Banca centrale del proprio Stato. Quando un cittadino di un Paese A acquista un bene del Paese B, a livello di transazioni bancarie accade questo: la Banca centrale di A elimina nel conto riserve della banca commerciale A una cifra pari all’importo del bene; questa cifra viene trasferita, tramite bonifico, nel conto riserve della banca commerciale B presso la Banca centrale B. La banca commerciale B incrementa le proprie riserve presso la Banca centrale B mentre la banca commerciale A diminuisce le proprie presso la Banca centrale A. Quello che si crea è quindi una situazione debitoria della banca commerciale A nei confronti della banca commerciale B. L’aggettivo debitoria non è puramente casuale: le banche commerciali non sono sempre in grado di coprire i trasferimenti posti in essere dai propri clienti. E allora cosa succede? La banca commerciale A può agire in due modi: se li fa prestare da altri istituti di credito; oppure, ed è ciò che avviene nelle maggior parte dei casi, li ottiene tramite un rifinanziamento della propria Banca centrale. Ciò non sarebbe un problema, se le Banche centrali nazionali avessero ancora la prerogativa di stampare moneta. Constatando che tale prerogativa appartiene alla sola Bce, eccoci spiegato il ruolo del quinto attore. Seguendo questo ragionamento, le banche commerciali del Paese B iniziano ad accumulare sempre più riserve presso la loro Banca centrale, mentre quelle del Paese A accumulano deficit. Ciò è la più fedele immagine dell’atavico contrasto fra la periferia dell’eurozona ed il suo core. Le banche del centro accumulano crediti mentre i Paesi periferici, privati della leva del cambio, non riescono a porre fine alla spirale debitoria.

Poiché le banche del centro Europa preferiscono tesaurizzare piuttosto che immettere quei crediti nel circuito sottoforma di prestiti interbancari, spetta alla Bce tentare di sanare lo squilibrio dato che, salvo epifaniche scoperte di brevetti dai ricavi faraonici nel brevissimo periodo, i Paesi periferici non possono far fronte da soli al gap venutosi a creare. La Bce deve infatti immettere liquidità nello Stato in deficit ma ciò implica l’instaurarsi di una situazione debitoria nei suoi confronti. Quello che accadeva però, almeno fino al 2008, è un altro tipo di riequilibrio dei saldi: i Paesi del centro aventi saldo attivo nel Target 2 acquisivano titoli di Stato della periferia. Questo tipo di operazioni riequilibravano il sistema, ma non potevano durare all’infinito. Infatti, nell’estate 2011, inizia la corsa alla vendita dei titoli di Stato dei Piigs. La crisi d’oltreoceano non lasciava dormire sonni tranquilli nemmeno nel vecchio continente, ed il meccanismo di equilibrio prima descritto venne considerato estremamente rischioso. E’ interessante notare come, nell’estate 2011, ciò che nettamente peggiorava era la situazione debitoria dell’Italia all’interno del Target 2 e non il suo debito sovrano. Ciò circoscriverebbe la crisi che portò ad esautorare il governo Berlusconi nell’ambito delle crisi private verso l’estero. Le politiche fiscali restrittive intaccarono, infatti, il reddito disponibile degli italiani, decurtando in tal modo anche la spesa per importazioni. Il miglioramento del saldo Target 2 fu infatti immediato.