L’Italia corrotta, ladra, scorretta. La Penisola di profittatori, incapaci, fraudolenti. Questa l’immagine della nostra Nazione da sempre diffusa dai media stranieri e nostrani. L’Italia che non paga e non sa stare ai patti, quella del declassamento del rating, del debito pubblico mostruoso e degli appalti di malaffare. Hai proprio ragione cara Europa, noi siamo soltanto questo, meno male che possiamo chieder lumi alla tua preziosa e saggia guida, così da abbandonare la via della perdizione per la più retta.
Cosa fare dunque, dicci!? Quali i nostri errori? Ah, addirittura una diffida? E perché mai? Chiaro. Sul nostro territorio è vietatissimo produrre formaggi, yogurt e simili con latte in polvere, concentrato e ricostituito, mentre tu ritieni che sia necessario eliminare degli standard così stringenti per abbassarci alla media europea. Che sciocchi, come abbiamo potuto? Come abbiamo osato anche solo pensare di voler tutelare i nostri prodotti, la nostra eccellente ed antica qualità, e dunque la fiducia dei consumatori verso il made in Italy, assolutamente ineguagliabile? I soliti italiani che non sanno stare ai patti! In Europa ci si sta tutti assieme, con medesime norme e livelli, vige la regola del libero mercato, non sia mai che una sola Nazione, peraltro minuscola come l’Italia, pretenda di superare gli altri in termini qualitativi.

Hai ragione ancora, vecchia Europa, però imporci standard bassissimi non sarebbe forse, da parte tua, concorrenza sleale? Ti piace vincere facile, alla faccia della cooperazione e della comunità. Perché eliminare tali standard comporterebbe l’invasione sul nostro mercato di formaggi e yogurt di infima categoria, nonché importazione di mostruosità sintetiche come il latte in polvere, in quantità selvagge. Ma noi dei vostri “formaggi” arancioni, molli e a strisce non sappiamo che farcene. Se permetti possiamo gustarci fontine e robiole, montasio d’altopiano, squaquerone e parmigiano. E ancora pecorini, caciotte e raviggiolo. Caciocavallo, canestrato ed altri infiniti tesori caseari che solo nel primo trimestre di quest’anno hanno aumentato la loro esportazione nel mondo di quasi il 10%.
Strano poi come questa tendenza al ribasso in termini quantitativi richiami terribilmente l’abbattimento di barriere non tariffarie chiesto dagli americani nel “trattato transatlantico”. Eh sì, perché nei giorni scorsi il Congresso ha concesso ad Obama i poteri speciali della “corsia preferenziale veloce”, un modo diverso per dire che il Presidente degli Stati Uniti ha ora la facoltà di portare avanti i negoziati sul trattato transPacifico in assoluta autonomia, senza nulla chiedere al parlamento, a cui verrà presentato soltanto il documento finale sul quale i parlamentari dovranno esprimersi con un banale “sì” o “no”. E dire che c’è chi ha ancora da ridire sul “listone nazionale” di mussoliniana memoria. Ma trans Pacifico o trans Atlantico? Più o meno fa lo stesso, tolto il fatto che quello col pacifico è ahinoi in una fase più matura di negoziazioni. Ahinoi giacché qualora dovesse passare il sì, questo diventerebbe un terribile precedente e quindi un’agevolazione per portare a conclusione anche il TTIP, quello, appunto, che minaccia noialtri.

Volendo accettare o meno questa “coincidenza”, fatto rimane che madama Ue continua imperterrita ad agitare la bacchetta da maestrina. Non solo, si dirà pure che nella sua arroganza sembra voler imitare gli antichi maestri di Grecia. L’eros paideutico, quel rapporto ossia di cultura e reciprocità, dove all’educando si insegnavano tanto le arti della musica, della filosofia, dell’atletica quanto dell’amore. Amore spesse volte di natura omosessuale. Ecco allora che oltre a “diffondere cultura” (quale?), la Ue pretenda perfino di profittare delle nostre terga. Solo che l’Europa non ha un beneamato da insegnarci, a noi che siamo primi al mondo nella sicurezza alimentare, con la nostra scrupolosissima attenzione alla trasparenza ed alla tracciabilità delle nostre filiere, di quel percorso che va dalle materie prime alle nostre tavole. Cosa hai dunque da insegnarci tu, giovane e zotica Ue, che diffidi la nostra tradizionale e millenaria qualità? Il discepolo supera di gran lunga il maestro, perciò tieniti a debita distanza dalla nostra mente e dal nostro posteriore. E se proprio bruciassi dalla voglia, bè, fottiti Europa.