Il potere è l’immondizia della storia degli umani                                                                                                                                                                                e anche se siamo soltanto due romantici rottami                                                                                                                                                                      sputeremo ancora in faccia all’ingiustizia giorno e notte                                                                                                                                                      siamo i grandi della Mancia, Sancho Panza… e Don Chisciotte”                                                                                                                                                (F. Guccini, Don Chisciotte) 

Una battaglia continua, mossa da sdegno e speranza, che si infrange costantemente contro un muro di gomma: è quella che da mesi la sottoscritta porta avanti nei confronti della circoscrizione Ama del proprio quartiere romano, propaggine popolare di un municipio che abbraccia i Parioli e villa Borghese. Incredula e sbigottita di fronte a tanto scempio, che oltraggia non solo il senso estetico ma la salute stessa di chi ci abita, mi reco fiduciosa agli uffici addetti a riportare la situazione di degrado di viali e marciapiedi, dimenticati e abbandonati a marcire nell’incurante sozzura. Con pronta giustificazione da parte degli incaricati, le motivazioni addotte sono delle più disparate: da “ci sono troppi alberi, è troppo faticosa per i miei dipendenti” a “ si, è l’unica via che non rientra nel circuito indicatoci, forse è un errore o una svista, ma non decidiamo noi”. Ma la più frequente e condivisa,  irritante per la dappocaggine e mortificante per la portata conformista nichilistica è :”Tutta Roma è così, anche sotto casa mia, di cosa si lamenta?!”.

L’abitudine al degrado ha vinto sul buon senso, la sporcizia è diventata costume, il decoro urbano e il rispetto per il bene comune lasciano il posto alla corruzione e al deterioramento attraverso un processo di assuefazione al decadimento. Il primo operatore in Italia nella gestione integrata dei servizi ambientali, per offrire il (dis)servizio di pulizia della capitale si avvale di circa 8000 dipendenti,  il doppio per numero di addetti per utente servito  rispetto a quello dell’omologa azienda milanese, una costellazione ben nutrita di società partecipate e controllate e fior fiore di consulenti legali, costate quasi un milione di euro nel solo primo semestre del 2015. A salvataggio della reputazione dell’azienda dopo il coinvolgimento nei fatti di Mafia Capitale,  il neopresidente partenopeo Fortini, ex numero uno dell’azienda napoletana ASIA di smaltimento dei rifiuti e poco amato dai cittadini, con un’azione propagandistica ha licenziato una cinquantina di dipendenti, tra impiegati e autisti, rei di essere stati assunti per chiamata, malcapitati capri espiatori di un sistema.

Da un presunto sondaggio è emerso che il 55% dei cittadini dell’Urbe, da sempre innamorati della propria città (caricaturale ed esemplare dell’orgoglio romano è “il bello de Milano? E’ il raccordo quando rientri a Roma”),  si ritengono responsabili della sporcizia che li sommerge e non adducono nessuna colpa alla carenza e alla inefficienza del servizio di pulizia. Un dato prezioso per indirizzare la strategia di un’azienda che vuole risanare l’enorme buco di bilancio, frutto di malagestione e inefficienza, senza impegnarsi in un ripensamento e una riorganizzazione gestionale: inasprire il sistema di controllo e sanzioni verso il cittadino, lo strumento più amato dal controllo per indirizzare le vite dei cittadini, per soffocare e tramutare quell’ultimo anelito rimasto di indignazione in paura, ottemperanza.

Multe e sanzioni a raffica per il cittadino che non si mostra preparato e diligente nella adempimento della raccolta differenziata, in cui la separazione minuziose dei rifiuti domestici segue criteri rigidissimi da manuale, peraltro di dubbia utilità visto che secondo ricerche scientifiche un eccessivo utilizzo della raccolta differenziata diventa controproducente per l’ambiente. Dal 1 gennaio ad oggi gli  “Agenti Accertatori”, l’originale figura professionale di Ama per uscire dall’impasse attuale, hanno disposto circa 13.000 sanzioni per infrazioni al Regolamento Comunale per la gestione dei rifiuti urbani. Contravvenzioni salatissime sono inoltre previste per chi abbandona i rifiuti anche in prossimità dei contenitori, magari perché i cassonetti sono pieni, per chi butta mozziconi a terra pur essendo la città sfornita di appositi contenitori, per i proprietari dei cani che si trovassero sprovvisti degli appositi sacchetti per gli escrementi. L’esercito dell’Ama prepara la sua trasformazione da erogatore di servizi pubblici a organo di controllo dispensatore di multe e sanzioni. Un ulteriore esempio di propaganda e repressione al servizio del potere.