Bernard Maris (ucciso durante l’attentato alla sede di Charlie Hebdo) ha redatto un libro (Houellebecq economista) che analizza gli scritti di Michel Houellebecq da un punto di vista puramente economico-sociale. Maris, elogia l’ecletticità di un uomo che oltre ad essere uno scrittore, sceneggiatore, saggista, poeta e regista, ha anche conoscenze nell’ambito dell’informatica, della logica e delle scienze naturali. Nel libro vengono analizzati temi sotto una chiave critica. L’aspetto centrale dell’intero saggio è basato su concetti come l’iperrazionalismo dell’economia e il modo binario che la stessa ha di vedere le cose, in particolare con la legge della domanda e dell’offerta. I cinque capitoli tendono a soffermarsi sui credi economici ed su economisti come: Joseph Schumpeter e la sua “distruzione creatrice”, Marx e Fourier con la contrapposizione tra l’utile e l’inutile, Alfred Marshall, Keynes e Malthus. A parere di chi scrive, gli aspetti su cui è il caso di soffermarsi sono quelli relativi al capitalismo e al lavoro . Secondo Maris, citando Houellebecq, il capitalismo per poter funzionare ha bisogno di tre componenti fondamentali: incertezza sul lavoro (il rischio di disoccupazione) , sul compenso e in ultimo il consumo con la presenza della rapida obsolescenza degli oggetti. Nessun romanziere è riuscito in modo così semplice a sintetizzare l’essenza del capitalismo, fondato sull’incertezza e sull’angoscia. Quelli che non vengono divorati dal capitalismo sono quelli che non riescono a farsi meccanizzare e a conservare qualche emozione.

Nella società idealizzata da Houellebecq gli unici a dover sopravvivere sono i teneri, i poeti, i sognatori, i deboli e in particolare le donne, le quali, sono più altruiste e dolci degli uomini, insieme con tutti coloro che non reagiscono meccanicamente agli stimoli del denaro, ossia gli anti-­homo­ oeconomicus. Tutti gli altri, coloro che vengono definiti come: “asserviti volontari”, tentano la riconquista dello spazio o della forza, identificandosi con coloro che li tiranneggiano. Lottano per dello spazio o del tempo. Houellebecq e Maris hanno pienamente ragione, in questo mondo gli economisti, i manager, gli statisti e i politici non saranno di certo ricordati. L’economia, come la statistica e tante altre scienze sociali sono puramente pseudoscienze che, ci hanno reso schiavi dei numeri e delle previsioni. Burton Malkiel ha sintetizzato nel miglior modo possibile quanto precedentemente esposto: “una scimmia bendata che lancia freccette alle pagine di finanza di un quotidiano potrebbe scegliere un portafoglio di azioni che va bene quanto un portafoglio attentamente scelto dagli esperti”.