Domani è il grande giorno. Domani gli Inglesi decideranno se tornare col loro scudo, o sopra di esso. Non ci sarà gloria alla fine di questo referendum, ma sovranità, o non sovranità. Negli ultimi giorni abbiamo potuto assistere al peggio della politica mercantile, tra minacce, scontri e perfino un misterioso omicidio.  Non c’è bisogno di mostrarsi faziosi per capire i due differenti approcci al voto: chi vuole lasciare l’Unione Europea chiede di riavere indietro la propria nazione, mentre chi vuole restare parla esclusivamente in termini finanziari. Sono stati infatti realizzati numerosi scenari nel caso dovesse prevalere il Brexit, e diversi hanno assunto toni apocalittici; ma anche in quel caso per chi sarebbe davvero “la fine del mondo”? Per gli inglesi, per gli europei tutti, o per i soli speculatori? Decisamente per questi ultimi.

Da troppi anni ormai si ha la tendenza a dare eccessivo risalto ed importanza a qualcosa che davvero non ne ha. Nel 2011 ci hanno riempito la testa con lo “spread”, convincendoci che se avesse continuato a mantenere alti livelli per noi italiani sarebbe stato il disastro; eppure fino ad oggi ha continuato ad avere un andamento altalenante senza che nessuno se ne sia accorto né abbia avuto problemi al riguardo. Al contempo, le borse internazionali possono aprire in positivo al mattino e chiudere la sera in negativo, o viceversa, senza che questo comporti conseguenze per l’economia. Sapete perché? Perché si tratta di scommesse private di investitori privati, e quindi se qualcuno può ottenere guadagni quanto perdite, si tratta di loro e non altri. Il problema semmai, è dovuto al fatto che i più grossi investitori sono le banche, e quando subiscono perdite (con i nostri soldi) accollano il conto allo Stato; anche in questo caso però, la colpa è evidentemente loro, e non di chi vota.

Nel caso inglese la nenia cantata è la stessa: se dovesse passare il “leave”, la borsa di Londra subirebbe un bello scivolone, e sapete perché? Semplicemente perché in molti hanno scommesso su “stay”, e pertanto cercano di far il possibile per vincere la loro giocata. Per fare un esempio evidente, il magnate Soros ha detto che se dovesse essere “Brexit” la sterlina potrebbe subire una svalutazione peggiore del ‘92; ebbene, prima di tutto una svalutazione non ha per forza conseguenze nefaste (anzi, è spesso il contrario), secondo poi non rammenta che quell’evento fu dovuto ad una sua personale speculazione contro la moneta inglese, né più né meno di come fece in Italia contro la lira.

Gli “sciacalli” ovviamente non si fermano qui. Davide Serra, uno squalo della finanza intimo di Renzi, ha detto che uscire dall’Unione Europea sarebbe il “disastro” per l’Inghilterra, visto che questa deve il suo potenziale a molti lavoratori stranieri. Primo: da diverso tempo la Gran Bretagna cerca di dare lavoro prima agli inglesi piuttosto che ai forestieri; secondo poi anche fosse vero, dove sarebbe il problema? In America lavorano moltissimi stranieri, e per farlo prendono il relativo “visto”, semplicemente; perché in Inghilterra non si potrebbe far lo stesso? O in Italia? Forse per un “comune” trattato di Schengen che decisamente negli ultimi tempi non si sta filando nessuno? Anche la “libera circolazione di persone”, ossia senza controllo, è un falso mito utile esclusivamente alle grandi multinazionali.

Che dire poi dell’omicidio Cox? C’è chi ha sottolineato come sia quantomai curioso che l’evento sia avvenuto a pochi giorni di distanza dalla riunione del Bilderberg. Teorie o meno, è osceno che si sfrutti una morte per giochi politici, in un senso o in un altro. Il fatto poi che dopo il misfatto le statistiche siano tornate a favore del “remain” è poi tutto da vedere, considerato che si tratta di dati calcolati da società di investimento, le stesse che qualche “conflitto di interesse” sembrano avercelo al riguardo. Il trucco, tuttavia, rimane il solito sfruttamento della paura. Quest’ultima, se manovrata, può diventare un grande vantaggio. Nel 2001 ad esempio, dopo le torri gemelle, venne siglato il Patrioct act, che permise al governo di spiare tutti i dati di ogni cittadino americano, anche se incensurato. Gli statunitensi al riguardo dissero che si trattava di qualcosa di non piacevole, ma necessario, senza pensare all’insensatezza del provvedimento, ed anche solo al fatto che fanno molte più vittime gli incidenti stradali, o le sigarette, che i terroristi. Dunque, cari inglesi, domani niente indugi, via da quest’infame Europa!